Mezza Italia è andata sott’acqua. Viva il cemento!

Sono passati 20 giorni e sulle alluvioni che hanno devastato mezza Italia è calato il silenzio. Al massimo si incolpa il cambiamento climatico (contro cui non si fa nulla). Quando la tempesta è passata, la politica – presidenti delle Regioni in primis – rimette gli abitini da protezione civile nell’armadio e tutto riprende come prima a cominciare dalla cementificazione che è la vera causa dei disastri.

La Toscana vuole la competenza anche per l’energia

Il presidente della Toscana, appoggiato dalla ministra Gelmini, rivendica la competenza regionale in tema di energia. Forse non si è accorto della guerra. Ma, intanto, due domande si affacciano: chi decide la politica energetica del Paese? e, poi, se l’autonomia differenziata è questo, non sarebbe più chiaro dire che si vuole un separatismo, sia pure soft?

Il voto in Toscana: una lettura sbagliata

Il voto toscano fa discutere. In una lettera a “Volere la luna” Antonio Floridia contesta la lettura che ne ha dato Montanari e sostiene che la Toscana rischiava davvero di passare alla destra e che la vittoria di Giani è stata «una reazione difensiva di alto valore civile e democratico». Qui la lettera con una replica di Montanari e un ulteriore post scriptum.

La politica e il gioco delle elezioni

La lezione de voto, in Toscana e non solo, è chiara. Se una sinistra non liberista, etica, rispettosa dell’ambiente e delle relazioni umane può rinascere in Italia, non può partire dalle scadenze elettorali e dalle liste. Quello è un altro gioco, mentre oggi è una specie di infinito ballottaggio fra l’orrore e il meno peggio.

Sarà la Toscana il laboratorio politico del 2020?

I giochi per definire gli scenari della politica nazionale sono iniziati e sono tutti interni al sistema di potere di sempre. In essi, un ruolo importante avranno le elezioni regionali in Toscana, dove si delinea un cartello destra-sinistra benedetto dal sempiterno Verdini e avente come collanti il cemento, l’asfalto e le Grandi Opere.