Un Iran libero non conviene a nessun potente

Per le grandi potenze e per quelle circostanti, una monarchia docile o una teocrazia odiata sono preferibili, in Iran, alla nascita di una democrazia, le cui azioni non possono essere previste. Intanto, mentre Reza Pahlavi, erede del deposto scià, invoca interventi esterni, le manifestazioni continuano e molti iraniani auspicano un cambiamento interno, l’unico che può preservare coesione sociale e capacità di ricostruzione.

“Il seme del fico sacro”

Un film ambientato durante le proteste del 2022 in Iran, girato in clandestinità e ripudiato dal suo paese, che concorre agli Oscar sotto la bandiera della Germania. Raccontando lo Stato teocratico attraverso il microcosmo di una famiglia, messa in crisi dallo svelamento della violenza di regime, Mohammad Rasoulof offre un’interessante chiave di lettura che allarga gli orizzonti di riflessione.