II carcere, il cinismo di Nordio e le illusioni di Alemanno

Il carcere scoppia. Il degrado è insopportabile, acuito dal caldo estivo, dal sovraffollamento, dalle carenze igieniche, dalla mancanza di personale. Intanto i suicidi sono arrivati a 56. Ma neppure gli appelli accorati del papa e del capo dello Stato smuovono l’inerzia del Governo. Né riuscirà Alemanno a smuovere l’antico camerata La Russa. Senza un ripensamento del ruolo del carcere tutto resterà immutato.

Carcere: la scelta di buttare la chiave

Il carcere scoppia, le condizioni di vita sono insostenibili, i suicidi si moltiplicano. Ma il Governo assume provvedimenti di pura facciata, progetta nuovi istituti di pena e insegue l’illusione punitiva, incurante del fatto che in questo modo – come dimostra l’esperienza degli Stati Uniti – non solo si violano i più elementari principi di umanità ma, in modo solo all’apparenza paradossale, aumentano i reati e l’insicurezza.

Tutelare le vittime di reati, ma come?

La Commissione Affari costituzionali del Senato, unificando diversi disegni di legge, ha elaborato un testo che prevede l’inserimento nell’art. 111 Costituzionale di un comma teso ad assicurare «la tutela delle vittime di reato». Le discussioni non sono mancate e c’è chi vede in ciò un cedimento al populismo imperante. Non è necessariamente così, ma occorre evitare soluzioni affrettate.

La criminalità tra realtà e percezione: qualche dato sorprendente

L’indagine “La criminalità: tra realtà e percezione” di Eurispes e Direzione Centrale della Polizia Criminale fornisce dati conoscitivi di sicuro interesse: negli ultimi dieci anni c’è stata nel Paese una significativa flessione dei reati (a cominciare dagli omicidi), diminuisce il senso di insicurezza, i cittadini attribuiscono i fatti di criminalità al disagio sociale più che all’immigrazione, solo il 20% è sedotto dalle armi.

Il ministro Nordio e il populismo penale

Secondo il ministro della giustizia Nordio gli aumenti di pena non hanno efficacia deterrente ma servono soprattutto come “segnale politico”. E poco importa se qualcuno sconta qualche anno di carcere in più… Eppure la ragione e il garantismo vorrebbero che un Governo autorevole non digrignasse denti, abusando dello strumento sanzionatorio, ma affrontasse i fenomeni criminali con la composta fermezza dello Stato di diritto.

Ragazzi dentro. Rapporto sulla giustizia minorile in Italia

I reati commessi da minorenni diminuiscono significativamente, in quantità e in qualità. E le presenze di ragazzi e ragazze in carcere sono sempre più ridotte. È, dunque, maturo il tempo per un intervento legislativo comprensivo di un’ampia depenalizzazione e dello spostamento dell’attenzione su interventi educativi e giustizia ripartiva.