Europa. Brutta aria per i migranti

Non è tempo, in Europa, di tutela dei diritti dei migranti e, in particolare, del diritto di asilo. Ad essere sotto attacco diffuso sono la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, accusata di ingerenza nelle prerogative dei governi. Anche in questo quadro, peraltro, restano, nel nostro Paese, la Costituzione e la necessità di rispettarla.

Il “paese sicuro” dove è stato torturato e ucciso Giulio Regeni

Nonostante le smentite dell’Unione europea e dei giudici, il Governo insiste nella “campagna d’Albania” per rimpatriare i richiedenti asilo con procedura accelerata. Ora ci prova con un decreto legge ma anche così non può stabilire che paesi come l’Egitto devono essere considerati “sicuri”. Meloni non se ne abbia a male: i magistrati applicando le regole europee dovranno continuare a dire “che l’asino non vola”.

Il pizzo di Stato

Se sei un migrante in arrivo da Tunisia, Costa d’Avorio o altri paesi definiti “sicuri” dal nostro Governo, il tuo futuro, in attesa di avere risposta alla richiesta d’asilo, è in un campo di detenzione, costruito e sorvegliato dall’esercito, dove puoi restare anche 18 mesi. Ma tranquillo: se paghi 4.938 euro puoi restare libero. Ovviamente se te ne vai, metti caso in Germania, perdi tutto e il pizzo viene intascato dallo Stato… È il capitalismo, bellezza.