La doppia epidemia

A Lesbo e alla frontiera tra Turchia e Grecia centinaia di migliaia di profughi sono fermati e respinti con filo spinato, bastonate e colpi di fucile. Nell’Europa colpita e ferita dal Coronavirus c’è un’altra epidemia indotta dal virus della disumanità. È un’epidemia che erode nel profondo le nostre strutture politiche e culturali.

A Lesbo finisce l’Europa

Quattro anni dopo l’accordo dell’Unione europea con la Turchia per chiudere la rotta del Mar Egeo, succede quello che era prevedibile: Erdoğan ha aperto le frontiere e sta usando i profughi come arma per ricattare l’Europa. E intanto, in Grecia, Lesbo è sempre più una prigione a cielo aperto e un luogo di violenza contro i migranti.

Chiesanuova, dalla solidarietà ai progetti

Un paese con poco più di 200 anime ha accolto, in 14 anni, ben cento migranti, diventando un modello di accoglienza. Così ha praticato la solidarietà e, insieme, salvato, per tutti, i servizi di trasporto pubblico e la scuola. Negli ultimi mesi questa comunità è diventata anche capofila di un prestigioso progetto europeo.

I colori di Gioiosa Jonica

Il progetto di accoglienza a Gioiosa è cominciato nel 2013 come ampliamento dello SPRAR di Riace ed è diventato autonomo l’anno successivo. Presto gli ospiti hanno superato i 70 ridando vita a un paese di emigrati. Poi il ridimensionamento degli SPRAR e la crisi: fino a ieri quando c’è stato un piccolo segnale di ripresa.

Migranti: la regolarizzazione necessaria

Da 10 anni è praticamente impossibile entrare in Italia per lavoro. Così oggi ci sono centinaia di migliaia di lavoratori stranieri irregolari. Ciò produce situazioni di sfruttamento e di ricatto e nuoce all’economia sana del Paese. C’è una sola soluzione razionale, giusta e utile: istituire forme di regolarizzazione permanente.