Stati Uniti: la necessaria svolta progressista

I candidati progressisti stanno vincendo gran parte delle primarie democratiche per le elezioni midterm. È uno scossone prodotto dalla mobilitazione di decine di migliaia di giovani e volontari, che può avviare la trasformazione del partito, spesso adagiato in difesa dello status quo. Ma già sono partite le grandi manovre per screditarli, siccome “comunisti” o “terroristi”, e per condizionare o sovvertire l’esito delle elezioni.

Stati Uniti. L’ottimismo della speranza e l’illusione delle midterm

Forse nelle elezioni midterm la spunteranno i democratici. Ma la partita sarà assai complessa. La democrazia non è il sistema in cui un partito vince le elezioni ma quello in cui chi perde accetta la sconfitta. E negli Stati Uniti non è così. Perché Trump ha costruito la propria strategia per non perdere, o per non accettarlo: la sconfitta sarebbe frutto di una frode o della sovversione comunista. Da evitare con ogni mezzo.

Trump e l’utilità politica della guerra

Trump non è un “folle”, ma ha una visione molto lucida dell’utilità politica delle guerre. Di alcune si serve per dire che le chiude. Altre le usa per mostrare che domina il proprio emisfero. E quelle che diventano un problema cerca di usarle come veicolo di una politica interna dell’emergenza per intaccare il nucleo – minimo, ma essenziale – della democrazia.