“Portobello” di Marco Bellocchio

Nella sua serie in sei puntate sul caso Tortora, Marco Bellocchio ci racconta che la verità è un castello di carte e che la finzione, la maschera, il racconto ormai si sono mangiati la realtà. Il bersaglio del regista, dunque, non è tanto quello più ovvio della malagiustizia, quanto quello più ampio e profondo dell’inautenticità del mondo in cui siamo immersi.

Il solito “che fare?”

Cosa possiamo fare per rispondere alla marea di bruttezza e cattiveria di questa fase storica? Si possono fare alcune cose per non cedere allo sconforto, al nichilismo, alla disperazione. Cose limitate e dette più volte, ma bisogna partire dalla realtà, nella quale i sogni di gloria e di ecosocialismo devono ancora aspettare un po’… Una cosa però è urgente e ineludibile: democratizzare i mass media.

Rompiamo il silenzio sull’Africa

Un appello ai giornalisti italiani. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di far passare ogni giorno qualche notizia sul dramma che sta vivendo il popolo africano. La maggior parte dei nostri media è provinciale, superficiale, integrata nel mercato globale. Questo perché i mass-media sono nelle mani di grandi gruppi economico-finanziari che hanno interesse al perpetuarsi di questa situazione. Ma occorre rompere il silenzio!

Comunicare a sinistra

Anche nella politica la comunicazione è essenziale. Oggi il pensiero di sinistra, già identificato con gli errori del comunismo, è messo a dura prova dall’apparente contrasto tra la necessità di evitare degrado ambientale ed esaurimento delle risorse e l’esigenza di distribuire lavoro, reddito e benessere. Solo una comunicazione capace di dimostrare la conciliabilità di quegli obiettivi potrà farci uscire dall’isolamento.