Manovra 2026: verso un’economia di guerra

La legge di bilancio per il 2026 si caratterizza per l’assenza di una strategia di crescita e di redistribuzione. Non aumenta gli investimenti, non rafforza i redditi, non interviene sulle disuguaglianze. È finanziata da tagli lineari, condoni, misure temporanee. Consolida l’aumento della spesa militare e orienta risorse significative verso il settore della difesa e dell’industria bellica in un’ottica di economia di guerra.

Manovra 2026: armi e austerità

Dimenticate le promesse elettorali e le invettive di un tempo, oggi il Governo indossa l’elmetto e sacrifica welfare e salari. La manovra, da 18 miliardi di euro, è, infatti, in gran parte costruita su tagli alla spesa pubblica e su entrate una tantum. È la logica del rigore, tornata a dominare dopo la parentesi pandemica e la sospensione del Patto di stabilità. Salvo che per le armi. Per i missili, i cannoni, i carri armati, non ci sono vincoli di bilancio.