Un pensiero in tuta mimetica

Le immagini hanno un ruolo fondamentale nei processi di formazione del pensiero, per il mondo di significati che costruiscono. Così la tuta mimetica, indossata dai politici in attività o in visita a Kiev e dai protagonisti degli spot televisivi più mielosi, è diventata il simbolo del modo di pensare in tempo di guerra e il veicolo del peggior militarismo.

Transizione

Transizione

E’ esagerato pensare che questi di oggi siano soltanto i prodromi del passaggio egemonico da Ovest a Est del pianeta, che dopo più di cinque secoli di Atlantico si stia aprendo l’era del Pacifico? L’indifferenza di tre quarti del globo per la tragedia ucraina sembrerebbe confermarlo. Riflessioni leggendo Chomsky

Il 25 aprile non è la festa del nazionalismo armato

A casa nostra si mette il tricolore alla finestra due volte l’anno: il 25 aprile per la Liberazione dai nazifascisti, e il 2 giugno per la Repubblica, il voto alle donne, l’Assemblea costituente. Ma oggi alla finestra c’è la bandiera della pace: perché un coro assordante cerca di trasformare il 25 aprile in una festa del nazionalismo armato. Non è così e i miei compatrioti sono i costruttori di pace, i miei stranieri coloro che affidano il futuro alle armi.

Fermatevi: la guerra è una follia!

Il messaggio della marcia Perugia-Assisi del 24 aprile è forte e chiaro: Fermatevi, la guerra è una follia! Fermare la guerra vuol dire negoziare subito, con determinazione, su tutto: il cessate il fuoco, i corridoi umanitari, la fine della guerra, la sicurezza per tutti, il disarmo, il rispetto dei diritti umani di tutti, comprese le minoranze. Tutte le strade vanno percorse. Bisogna dialogare con tutti.

A due mesi dall’inizio della guerra

Il popolo ucraino ha il pieno diritto di resistere all’invasione. E non compete a chi è al riparo dalle bombe dare indicazioni su come deve farlo. Ma tutt’altra cosa è la fornitura di armi e di consiglieri militari al Governo ucraino da parte della Nato e degli Stati ad essa aderenti. Due mesi di guerra dimostrano che ciò ha aumentato morti e distruzioni e allontanato le prospettive di pace.