Stati Uniti: dallo Stato di diritto al potere assoluto

L’inedito dispiegamento della forza militare nelle città americane liberal, messo in atto da Trump a partire dal mese di giugno non è una semplice operazione demagogica per acquisire consenso popolare in vista delle prossime elezioni di mid-term. È, piuttosto, un clamoroso sconfinamento nelle prerogative del Congresso e dei singoli Stati e un passo decisivo verso l’assunzione di un potere assoluto che mina lo Stato di diritto.

Trump e l’orizzonte della repubblica imperiale

L’invio della guardia nazionale a Washington come reazione a un “panico morale” alimentato ad arte dallo stesso Trump indica una tendenza autoritaria dotata di una capacità destabilizzante superiore a quella del fascismo. E la stessa tendenza si sta manifestando anche in Europa – da Londra a Berlino passando per Roma – senza che si manifestino un’opposizione e una resistenza dotate di una chiara visione del futuro.

Stati Uniti: come finisce una democrazia

Trump invia a Los Angeles la Guardia nazionale e i marines per soffocare la protesta sociale contro le deportazioni dei migranti. Non è solo la forma più estrema di repressione del dissenso. È anche il tentativo di eliminare l’ultima resistenza contro l’assunzione, da parte sua, di un potere assoluto (a cui non sono riusciti a opporsi efficacemente né il congresso né i giudici).