Genere e fake news. A margine di un “non incontro” di pugilato

Alle Olimpiadi, in un incontro di pugilato, un’atleta (Angela Carini) si ritira assumendo di essere stata colpita “troppo forte” dall’avversaria (Imane Khelif, presentata da una vergognosa campagna mediatica della destra come un uomo o un trans). Lo sport, ovviamente, non c’entra nulla e la fake news è clamorosa. Ma serve a veicolare la tesi di un complotto in atto per sovvertire la “naturale divisione” tra maschi e femmine.

Breve la felice vita delle fake news

Perché mentitori incalliti s’indignano perché altri mentono? Vi è una sola spiegazione. Nel mondo moderno l’establishment detiene il monopolio della menzogna legittima. L’indignazione contro le fake news è causata dal timore dei gruppi dominanti di avere perso tale monopolio, messo in pericolo dall’avvento dei social media.

Hanno perso la testa

L’informazione falsa e le vere e proprie fake news diffuse dai sostenitori della linea ad Alta Capacità Torino-Lione: le penali inesistenti, come gli obblighi di restituzione dei costi già sostenuti e degli stanziamenti europei. La paura di “perdere il treno” (per loro d’oro) fa perdere la testa ai fautori di un’opera inutile, dannosa e spaventosamente costosa.

Clima d’odio

Monta nel Paese un clima d’odio che supera ogni giorno il precedente livello di guardia. Ha come habitat la vita quotidiana, ma si alimenta e dilaga sul web. Ne presentiamo qui alcuni episodi, esemplari sia della realtà sia delle fake dirette a influenzarla.