L’idiota artificiale. Soliloquio di un algoritmo

Continua lo scavo di Marco Pozzi nelle opere di Fëdor Dostoevskij. L’articolo è il testo di un episodio della terza stagione del podcast Incontri con la macchina, realizzato con OndeQuadre, webradio del Politecnico di Torino. Il monologo pone di fronte a un dramma: non c’è per l’essere umano più assidua e più tormentosa cura che quella di cercare un essere dinanzi a cui inchinarsi. Ora è la volta dell’algoritmo (idiota).

Vicoli e vastità, lo spazio nell’ingegner Dostoevskij

Il rapporto tra Russia ed Europa è una costante negli scritti dell’ingegner Dostoevskij. Il quadro è netto: nomadi contro cavalieri, tende contro città; spazi infiniti contro griglie di vie. E lo spazio plasma il pensiero. Lo si vede anche nella religiosità. Il cristianesimo romano, che è la civiltà europea, ha bisogno della città di Roma dove radicarsi, mentre il cristianesimo ortodosso non ha bisogno di una capitale, né di un papa.

L’ingegner Fëdor Dostoevskij e l’intelligenza artificiale

L’“uomo del sottosuolo” immaginato, con intuizione visionaria, da Dostoevskij non accetta le leggi insindacabili della natura poiché eludono la volontà umana e restituiscono l’immagine di un individuo privo di libertà. Una riflessione sulla stessa falsariga si impone, oggi, di fronte a nuove forme di organizzazione sociale generate dallo sviluppo tecnologico e dall’avvento dell’intelligenza artificiale.

L’università nello stato di emergenza

La decisione dell’Università di Milano Bicocca di rimandare un corso su Dostoevskij per evitare polemiche in un momento di tensione è rientrata ed è stata sconfessata dalla ministra competente. Ma resta la preoccupazione sul ruolo dell’Università che emerge da quella scelta: se i governi possono usare slogan, docenti e ricercatori devono, al contrario, approfondire e confrontarsi.