Digitale: abbondanza o sobrietà?

Abbiamo imparato a considerare il digitale come qualcosa di immateriale, ma “Inferno digitale” di Guillaume Pitron ci costringe a guardare dietro le quinte: il mondo virtuale è sostenuto da una gigantesca infrastruttura materiale, con un impatto ambientale invisibile ma enorme. Non basta ottimizzare: serve una vera e propria sobrietà digitale, capace di coniugare innovazione e rispetto dei limiti planetari.

I cyberbulli non sono alieni. Intervista a Vera Gheno

Il cyberbullismo, sostiene Vera Gheno, ha radici profonde: nelle paure, nel dolore, nel malessere delle persone, amplificati dalla pandemia e, parallelamente, in un clima politico e culturale che ha sdoganato aggressività e prevaricazione. Ma, se è così, non servono divieti e indicazione di prospettive apocalittiche. Serve, piuttosto, una paziente attività educativa e preventiva.

Come progettare nuvole nuove

Il digitale produce tra il 2 e il 4% delle emissioni di CO₂ del mondo, più dell’aviazione. Con l’introduzione dei nuovi software di Intelligenza Artificiale, Google e Microsoft stiano consumando insieme più energia di paesi come l’Irlanda o la Nigeria. E il trend è in ascesa. Eppure un web più responsabile, più sostenibile, più giusto, più attento agli indicatori ambientali è possibile. A novembre una serie di lezioni per dirlo.

Sconnessi?

Consultare, sbirciare, controllare, scrollare, ascoltare, pagare, scrivere, parlare, filmare… Al ristorante, per strada, in chiesa, nel passeggino, al cinema, in arrampicata, al supermercato, in auto, in classe, in ospedale, sul bus, sul water, a letto, in bici, al lavoro. Basta! È possibile modellare una ecologia mentale che renda lo smartphone e la sua seduzione meno totalitaria, il feticcio un po’ meno feticcio, la demenza meno demenza?

Memoranda/ L’altra faccia della luna

L’improvvisa digitalizzazione della cultura prodotta dal virus si accompagna a una sorta di “crisi della presenza” e alla perdita della dimensione sociale: prendere parte agli eventi culturali “in presenza” permette infatti di condividere un’esperienza collettiva da cui derivano lo scambio di idee e opinioni, la solidificazione di relazioni interpersonali, perfino amicizie e relazioni sentimentali.

Recovery: i soldi ci sono, manca la “svolta”

Con il Recovery fund sono in arrivo, tra sovvenzioni e prestiti, 209 miliardi di euro. Sul loro utilizzo c’è una bozza di piano. Ma in essa le parole “disuguaglianze”, “povertà”, “assunzioni” non compaiono. Così la situazione sociale resterà immutata e continueremo a dividerci tra chi ha tutto, chi ha poco e i troppi che non hanno niente.