Le voci del padrone

Mentre l’Italia affronta con responsabilità la Fase2, Confindustria e imprenditori muovono all’assalto del Governo all’insegna del “Vogliamo tutto”. E’ una forma di egoismo radicale, camuffato da istanza libertaria, che nel disinteresse delle ricadute sulla salute collettiva, pretende di fare della libertà dei forti di farsi i fatti propri il principio della società che viene.

Il Covid 19 tra cura e potere

L’emergenza ci ha svelato che la politica, se volesse, potrebbe risolvere i maggiori problemi che affliggono il pianeta e i suoi abitanti. Di fronte alle macerie sociali ed economiche provocate dall’epidemia occorre ripensare all’ordine delle priorità e a un’economia differente, basata sulla cooperazione e non sulla competizione.

Oh partigiano, portali via!

Tante e tanti, in questo 25 aprile di confinamento, a riempire la piazza virtuale: centinaia di migliaia, milioni secondo “Avvenire”. E’ un’Italia che resiste a chi vorrebbe che tutto restasse come prima, che si ripartisse da dove eravamo restati. E’ il conflitto che ci contrapporrà ai fautori di un Governissimo che riflette gli umori dei nemici del 25 aprile.

Per ripartire dopo l’emergenza Covid-19

Ciò che stiamo sperimentando è il fatto che l’Occidente non ha strutture e risorse pubbliche adeguate a questa epoca e a questa situazione né sotto il profilo sanitario né sotto quello economico. Come fare per entrare nel XXI secolo anche dal punto di vista della salute pubblica e di un welfare efficace?

Covid-19. Selezione, l’ambiguo confine in nome dell'”etica” clinica

Nella “guerra” contro il coronavirus sono state affermate e introdotte discriminazioni riguardo a demenza, disabilità, aspettativa di vita e persino valore sociale dei cittadini. Un tema decisivo in questa crisi che Francesco ha definito “il tempo del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è ”.

A lezione dal Coronavirus. Prendiamo appunti / 2

Il post-pandemia sarà denso di pericoli: la “shock-economy” esaspera il peggio del sistema neoliberale e sa come sfruttare guerre e catastrofi. Oggi siamo chiamati a resistere, a manifestare pensiero critico; domani ci sarà da lottare, creando una grande coalizione, un movimento globale per il cambiamento e l’abbandono di questa «economia che uccide»