Catania, ancora una volta Milano del Sud?

Il recente scandalo urbanistico milanese ha evidenziato l’acquiescenza delle amministrazioni pubbliche agli interessi speculativi più diversi e, parallelamente, l’assenza di strategie capaci di migliorare la vivibilità delle città. Si tratta, peraltro, di una situazione generalizzata nel Paese. A Catania, poi, questo sistema è regola da sempre. In attesa che dalla “città della rendita” si passi alla “città dei cittadini”.

Una colata di cemento su Catania (e dintorni)

Non c’è solo la “madre” di tutte le speculazioni, il ponte sullo stretto di Messina. Il nuovo Piano Regolatore Portuale di Catania è un’ode al cemento: a mare e a terra. L’utilità delle opere è un corollario trascurabile e le istituzioni fanno a gara con i privati nell’incessante consumo della risorsa più facilmente disponibile: il territorio. L’importante è alimentare il ciclo del cemento e il connesso flusso di denaro pubblico.

Catania tra mancato sviluppo e disuguaglianze

Catania è una città divaricata con un’enorme sacca di marginalità sociale. Disuguaglianza e spreco di capitale umano rendono asfittico lo sviluppo della sua economia. Così essa si conferma come città del loisir, polo di attrazione commerciale per la Sicilia orientale, ma la bellezza del barocco non basta a nascondere sporcizia, strade dissestate e degrado delle periferie o dei vecchi quartieri del centro storico.

Toghe rosse e calzini azzurri

Una giudice, a Catania, assume una decisione sgradita al Governo. La presidente del Consiglio e il ministro Salvini insorgono e la attaccano violentemente sul piano personale. Spunta anche un video che la ritrae in una manifestazione risalente a cinque anni prima. La finalità è chiara: delegittimare la giudice per condizionare i suoi colleghi e creare un clima di consenso a una modifica dello status dei magistrati che ne limiti l’indipendenza.

Ragionando sull’ennesima batosta elettorale: Catania, ad esempio

Anche su Catania si è abbattuta, per la sinistra, la batosta elettorale: per ragioni specifiche oltre a quelle generali. La specificità sta nella metodica costruzione, negli anni, di una amministrazione inefficiente e clientelare che, trasformando i diritti in favori, ha indotto i cittadini a perseguire il proprio particolare vantaggio disinteressandosi del bene comune.