L’America Latina tra la Cina e Trump

È in atto con molto clamore un tentativo da parte di Donald Trump di riprendere almeno in parte il controllo economico degli Stati Uniti sui paesi dell’America Latina. L’impresa appare difficile, tra l’altro per il grande interesse di tali paesi a mantenere rapporti economici intensi con la Cina, mentre gli Stati Uniti hanno nella sostanza poco da offrire loro sul piano commerciale e finanziario.

Brasile. Il ritorno di Lula tra ambizioni e incertezze

Con il ritorno al governo di Lula, il Brasile ha ripreso il ruolo di protagonista internazionale che aveva perso nel periodo della presidenza di Bolsonaro, quando il paese era diventato un sorta di “paria” internazionale. Ma in questo ruolo Lula mostra non poche incertezze e ambiguità. Ne sono esempi le “non scelte” sul conflitto in Ucraina e sulle elezioni in Venezuela.

La legge del contrappasso: Bolsonaro privato dei diritti politici

Il supremo organo della giustizia elettorale del Brasile ha condannato Jair Bolsonaro alla interdizione dai pubblici uffici per 8 anni. L’ex presidente non potrà, dunque, candidarsi alle prossime presidenziali. Gli è stato fatale il tentativo di interferire sullo scorso processo elettorale, denunciando brogli inesistenti e aizzando i suoi sostenitori contro i poteri costituiti.

I paradossi della democrazia: da Teheran a Brasilia

Mentre in Iran si lotta e si affrontano sofferenze inaudite per smantellare le strutture autoritarie del potere che soffocano i diritti umani e oltraggiano la dignità della persona, in altre parti del mondo, come il Brasile, esplodono vere e proprie ribellioni popolari che aggrediscono con modalità squadriste i Parlamenti e le istituzioni della rappresentanza. Sono i paradossi della democrazia.

«Non possiamo più convivere con questa corsa verso l’abisso»

Intervenendo alla Cop27 Lula ha, tra i pochi, segnalato la drammaticità della situazione del mondo e assunto impegni precisi per contrastare il cambiamento climatico: «Dimostreremo che è possibile generare ricchezza senza provocare ulteriori cambiamenti climatici e promuovere crescita e inclusione sociale avendo la natura come alleato e non come nemico da massacrare con trattori e motoseghe».

Lula ha vinto!

Lula ha vinto! Nonostante una mobilitazione senza precedenti dei poteri forti brasiliani in favore di Boslonaro. La vittoria è stata di misura, il paese è spaccato e la destra è forte in parlamento e nelle istituzioni federali. Ma Lula ha vinto ed è una vittoria della democrazia e dell’uguaglianza. In Brasile non hanno dimenticato che non bisogna mai rinunciare alla lotta.

Brasile. Lula: una vittoria dimezzata e incerta

Nelle elezioni presidenziali Lula ha ottenuto il 48,41% dei voti contro il 43,22% di Bolsonaro ma ha mancato l’elezione al primo turno. La rimonta della destra è andata oltre le aspettative e si andrà al ballottaggio. Lula ha diffuso ottimismo e coraggio: «Andiamo a vincere queste elezioni. Questo momento per noi è solo un rinvio». Ma la lotta sarà dura e l’esito non scontato.

Chi difende i difensori dell’ambiente?

Il recente ritrovamento, nella foresta amazzonica ai confini tra Brasile e Perù, dei copri senza vita di Don Philips, giornalista inviato del Guardian, e di Bruno Pereira, antropologo brasiliano, ha rimesso all’ordine del giorno i pericoli che corrono coloro che sono impegnati professionalmente nella difesa dell’ambiente. Nel 2020 ne sono stati uccisi ben 227, di cui 20 in Brasile.