Migranti. Il flop dei centri in Albania

Il flop dei centri per migranti costruiti in Albania, fiore all’occhiello del Governo Meloni, è clamoroso: 20 ospiti, a fronte della strombazzata rotazione di 3.000 migranti al mese. A fronte di ciò, il costo previsto fino al 2028 è di 671,6 milioni di euro. Circa 125 milioni l’anno per un’operazione di pura (discutibile) facciata. Lo spreco di denaro pubblico è ora anche al vaglio della Corte dei conti.

Centri per migranti in Albania: di male in peggio

Il fallimento dei centri costruiti in Albania per il trattenimento di richiedenti asilo le cui domande sono esaminate con procedura accelerata non potrebbe essere più clamoroso. Per riguadagnare credibilità il Governo corre ai ripari e vara un decreto legge con cui li trasforma in centri per il rimpatrio. Ma il rimedio è peggiore del male: la soluzione è in evidente contrasto con il diritto europeo e rischia nuove bocciature.

Oltre la frontiera. Dossier Albania

Con il rapporto “Oltre la frontiera. L’accordo Italia-Albania e la sospensione dei diritti”, il Tavolo Asilo e Immigrazione analizza l’accordo tra Italia e Albania che ha dato il via alla costruzione dell’hotspot di Shëngjin (luogo del primo screening dei migranti) e al centro di Gjader (dove gli stessi vengono trasferiti dopo il primo controllo). Il quadro della violazioni di diritti fondamentali dei migranti è impressionante.

Le politiche migratorie della destra: deportazioni e arroganza

Le deportazioni in Albania di richiedenti asilo provenienti da paesi definiti “sicuri” sono il simbolo delle politiche migratorie della destra. Fino ad ora i giudici, applicando il diritto europeo, non le hanno avallate. Il Governo ha cercato di incidere sulle decisioni cambiando i giudici. Ma questi hanno continuato ad applicare la legge: cosa intollerabile per il Governo, che grida allo scandalo.

Il “paese sicuro” dove è stato torturato e ucciso Giulio Regeni

Nonostante le smentite dell’Unione europea e dei giudici, il Governo insiste nella “campagna d’Albania” per rimpatriare i richiedenti asilo con procedura accelerata. Ora ci prova con un decreto legge ma anche così non può stabilire che paesi come l’Egitto devono essere considerati “sicuri”. Meloni non se ne abbia a male: i magistrati applicando le regole europee dovranno continuare a dire “che l’asino non vola”.

Il protocollo Italia-Albania: confinare i rifugiati e svuotare il diritto d’asilo

La questione dell’apertura dei centri per migranti in Albania, pur imminente, è uscita dai radar. A torto, ché l’operazione comporta l’abbattimento di diritti fondamentali. I richiedenti asilo dirottati in Albania infatti, a differenza di quelli rimasti in Italia, saranno detenuti nei centri, senza alternative, lungo tutta la procedura.

Albania guardiana

Albania: già oggetto di tentata colonizzazione, poi terra di emigrazione. Oggi terra guardiana. Grazie ai CPR esportati dall’Italia: carcerazione allo stato solido, recinto di animali umani. Li scarichiamo a voi i cipierre, infatti contengono merci tossiche, così come riversiamo residuati inquinanti nei “paesi in via di sviluppo”. E il presidente socialista del tuo paese esulta in spensierata combutta con la nostra presidente. Eja Eja!

Immigrazione: la lezione del 1991

Nell’agosto 1991 l’Italia scoprì che poteva essere meta di immigrazione di massa di uomini e donne in fuga. Accadde a Bari e quel cargo mercantile stracolmo di 20.000 corpi senza bagagli provenienti dall’Albania fa parte della memoria nazionale. Trent’anni dopo tutti sappiamo che è stato un fenomeno salutare. Ma le lezioni della storia vengono spesso ignorate.

Migrare in Val Susa: ieri e oggi

«Quando vedo arrivare delle famiglie nel rifugio di Oulx, il mio pensiero va sempre a noi, a quando siamo partiti lasciando l’Albania». Lavdosh è arrivato in Italia 30 anni fa. Su una nave. Ora la Val Susa è la sua casa e aiuta i migranti che cercano di raggiungere la Francia: «Chi non le ha vissute non può capire tante cose».