Per le donne afghane

A ogni regime autoritario che faccia dell’oscurantismo il paradigma della condizione femminile deve corrispondere una mobilitazione internazionale delle coscienze e un sostegno umanitario. Spetta ai Governi e agli organismi internazionali promuovere ogni necessario meccanismo di protezione internazionale per le donne e i profughi afghani.

La missione italiana in Afghanistan. Considerazioni a margine di un fallimento

Il ritiro delle truppe occidentali dall’Afghanistan ricorda la fuga americana dal Vietnam del 1975. Dopo 20 anni di presenza militare occidentale nel paese i talebani sono più forti di prima ed entrano a Kabul senza incontrare resistenza. Questa volta anche l’Italia è coinvolta. E una riflessione complessiva sul senso di questa operazione non può essere elusa.

L’epoca delle rivoluzioni conservatrici

Il tema di fondo è la fine dell’ assetto mondiale stabilito a Yalta e le convulsioni di un mondo che sembra procedere verso la disfatta, “inconsapevole del pericolo e convinto di essere indistruttibile come un tempo lo era il Titanic”. Una rassegna lucida delle minacce attuali ma soprattutto delle loro origini dalla guerra dei 6 giorni in poi.

Una foto

Ci sono immagini che scandiscono la vita, flash della nostra impotenza, più eloquenti di un’intera biblioteca. La bimba vietnamita in fuga sotto le bombe, Aylan Kurdi riverso sulla spiaggia turca, Aeham Ahmad, il pianista di Damasco mentre suona tra le rovine. Oggi il carrettino dello zucchero filato ad Aleppo, diffuso dall’UNHCR. Parlano delle colpe di un Occidente alla fine del proprio ciclo storico.

I curdi traditi da Trump e dall’Occidente

La decisione di Trump di privatizzare la guerra in Siria (ritirando le truppe regolari e sostituendole con “contractors”) lascia mano libera alla Turchia nella politica di annientamento dei curdi siriani, in particolare nel Rojava. È una storia che si ripete e che coinvolge l’intero Occidente.