In una Sardegna rurale, intima, ancestrale, dove si tramandano tradizioni di generazione in generazione, si curano i rapporti umani, ci si aiuta a vicenda vive Mallena, di mestiere fa la “llevadora”, la levatrice. Tutti la chiamano, la apprezzano, la stimano anche se lei non è una paesana, è arrivata a Norolani, un giorno di sedici anni prima insieme a Jubanne, suo marito, con un passato travagliato alle spalle, ma il suo fare meticoloso e senza mai pretendere compensi, fa sì che diventi presto indispensabile alla piccola comunità. È il 1917, la guerra imperversa nel continente, si porta via gli uomini migliori, anche Jubanne, e la vita, in paese è come sospesa. L’arrivo di una levatrice diplomata, chiamata a sostituire Mallena, scuote un poco questo torpore, la prima ha le carte in regola per svolgere la sua professione, l’altra, no, una viene retribuita regolarmente, l’altra, no però le donne del paese non si fidano della nuova arrivata, vogliono Mallena, l’autorità si intromette, gli animi si scaldano, la protesta sale e come se non bastasse il passato oscuro di Mallena torna a farle visita. Una storia di tradizione, di unità, di solidarietà e di rivalsa. Un esordio intenso per Bibbiana Cau, in cui rivivono tradizioni e valori senza tempo.
Segnalazione di
Giorgio Razzoli
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