Le passioni di Trump e le nostre

Gli atteggiamenti di Trump esprimono, in gran parte, passioni fasciste. Coloro che le celebrano sono intrappolati nella sua logica ma lo è anche chi resta pietrificato dall’indignazione. Non possiamo lasciare che l’indignazione ci sommerga e paralizzi il nostro pensiero. Dobbiamo trovare passioni nostre e immaginare un mondo in cui tutti possiamo vivere senza paura, sapendo che le nostre vite hanno uguale valore.

Perché le armi tacciono ma non c’è pace giusta

Un conflitto serve prima a distruggere e poi a ricostruire: un investimento che rende due volte a chi lo sfrutta. È la lezione che viene dall’Ucraina spinta da Trump verso la fine delle ostilità. Ma che cosa diranno Putin e Zelensky alle decine di migliaia di parenti dei morti, ai feriti, ai mutilati che si sono battuti per tre anni per far crescere i fatturati e i dividenti di quelli che un tempo si definivano, ingenuamente, i padroni del vapore?

Il genocidio in stile occidentale

Gaza è ormai solo un ammasso di morti e di rovine. C’è di più. Il suo annientamento da parte di Israele e dei suoi alleati occidentali, lungi dall’essere un genocidio isolato, segna la fine di un ordine globale guidato da regole concordate a livello internazionale. È l’inizio, non la fine, delle campagne di massacro di massa del Nord globale contro le crescenti schiere di poveri e vulnerabili del mondo.

Apocalittici e teocon al servizio di Trump

Trump è solo una delle facce degli Stati Uniti. La più inquietante è la saldatura tra i potentissimi proprietari del complesso tecnologico-industriale e l’integralismo apocalittico della destra teocon, attraversata da pulsioni suprematiste, eugenetiche e filonaziste. Una saldatura che sta portando il Paese verso un regime autoritario, lasciando presagire una analoga trasformazione per l’occidente e il mondo.

Se Israele tradisce la memoria di Auschwitz

In questa guerra si è dispiegato qualcosa che va oltre la persona di Netanyahu: l’abbrutimento dei soldati e l’indifferenza della società israeliana di fronte ai loro crimini quotidiani. Per la maggior parte degli ebrei israeliani la vita umana palestinese vale assai poco. Ma in questa disumanizzazione dell’altro c’è un orrendo tradimento, da parte di Israele, della memoria di Auschwitz.