Riflessioni operative sul salario minimo

Il dibattito sull’introduzione del salario minimo garantito per legge è, infine, approdato in Parlamento. Le resistenze sono molte e di diverso segno. Ma, fermo il confronto sulle specifiche disposizioni, l’utilità di una normativa di tutela al riguardo non sembra contestabile in questa fase di drammatica debolezza dei lavoratori.

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Sciopero generale in Brasile per il sistema pensionistico pubblico, partecipano 45 milioni di lavoratori; il sindacato europeo con Carola Rakete: “salvare la gente in mare è un dovere morale e legale”; sciopero generale delle donne in Svizzera; l’impatto del cambiamento climatico su chi vive in povertà, ma anche su democrazia e diritti umani; anche per la giustizia spagnola i “fattorini” sono lavoratori dipendenti…

C’è lavoro e lavoro

In Italia si producono armi per Paesi impegnati in conflitti sanguinosi e interminabili. Contro questa pratica i portuali di Genova sono scesi in sciopero bloccando il carico di materiali bellici destinati all’Arabia Saudita. Oggi spiegano le loro ragioni con una lettera ai lavoratori dell’azienda produttrice di quei materiali.

Osservatorio mensile

Studio congiunto dell’OIL e di Eurofound, sulla qualità del lavoro nel mondo; pubblicato il rapporto dell’Agenzia dell’Onu per le migrazioni, IOM, sulla situazione in Libia; si prepara lo sciopero generale in Brasile contro il governo Bolsonaro; verso l’introduzione del reddito di cittadinanza in Iran; dalla fine della guerriglia delle FARC, in Colombia sono stati assassinati 566 militanti, operatori per i diritti umani, sindacalisti.

In favore del salario minimo legale

L’introduzione per legge di un salario minimo nel sistema italiano è resa opportuna, con alcune garanzie, da due fattori concomitanti: la proliferazione incontrollata dei contratti nazionali (fonte di trattamenti economici e normativi deteriori) e la crescente tendenza alla svalorizzazione del lavoro anche sotto il profilo salariale.

Osservatorio mensile

Nel mondo si stanno chiudendo numerose fabbriche delle multinazionali dell’automobile; finalmente pubblicato il rapporto OIL sulla salute e sicurezza dei lavoratori nel mondo, ogni giorno muoiono 6500 lavoratori per malattie da lavoro e 1000 per infortunio; il Parlamento europeo, a maggioranza, ha votato per inserire Lussemburgo, Olanda, Irlanda, Malta e Cipro nella lista dei paradisi fiscali.

Quale primo maggio?

Il 1° maggio è diventato per troppi un giorno di festa tra gli altri e si è dimenticato il suo significato di riscatto e di ricordo delle lotte per e nel lavoro. Oggi la sinistra, se non vuole definitivamente sparire, deve cogliere l’occasione per invertire una troppo lunga fase di regressione e per ridare centralità al lavoro.

Morire di lavoro

Secondo l’INAIL ci sono stati in Italia, nei primi tre mesi del 2019, tre morti al giorno. È una vera e propria strage la cui causa non sta nella fatalità ma in un meccanismo di sviluppo distorto che punta sulla precarietà e risparmia sulla prevenzione. Da questa consapevolezza occorre muovere per un’azione di contrasto efficace.

Osservatorio mensile

Sciopero globale delle donne e degli studenti: milioni di giovani manifestano in più di 700 piazze del mondo; Oxfam denuncia il tentativo dei ministri delle finanze UE di cancellare dalla lista 9 paradisi fiscali; Rapporto annuale del sindacato europeo: le diseguaglianze crescono con la deregolamentazione dei rapporti di lavoro; riders in sciopero anche in Argentina…