Midsommer. Il villaggio dei dannati

Con “Midsommer. Il villaggio dei dannati” Ari Aster si conferma come alfiere del cinema di paura “adulto”. La vacanza di Dani e Christian in un festival di mezza estate che si trasforma in un incubo è la metafora di come il trauma può scardinare certezze, aprendo le porte a una realtà altra perversa e gigantesca.

CLIMAX

“Climax” è una storia di eccesso, come tutti i film di Gaspar Noé. È un film complesso e stordente che non può lasciare indifferenti. È come una sbronza: può lasciare solo un mal di testa e le maledizioni per avere alzato troppo il gomito oppure, se affrontata e rielaborata, può lasciare qualche suggestione utile in più.

Selfie

“Selfie”, di Agostino Ferrente, è un film documentario sperimentale, costituito da un susseguirsi di selfie, di autoritratti con cui i due protagonisti, Pietro e Alessandro, raccontano se stessi, i loro obiettivi, la realtà del quartiere Traiano di Napoli e come con essa si rapportano. È il loro film, tenero e allo stesso tempo duro.

Il traditore

“Il traditore”, di Marco Bellocchio, racconta la vicenda di Tommaso Buscetta, il “boss dei due mondi”, poi superpentito, che con le sue rivelazioni ha messo in ginocchio Cosa Nostra. Film biografico, dunque, ma problematico, al confine tra l’accettazione e il contrasto, il fascino e il ribrezzo, la distanza e la vicinanza.

I figli del fiume giallo

Bel film “I figli del fiume giallo” di Jia Zhangke, che racconta, attraverso la vicenda della protagonista, frammenti della Cina contemporanea sospesa tra passato e futuro. Un’opera che emoziona senza indulgere a sentimentalismi, capace di guardare la realtà evitando le trappole di un realismo di maniera.

Stanlio & Ollio

“Stanlio & Ollio” di Jon S. Baird, pur dedicato al racconto della coppia comica più celebre e amata della storia, non è un vero film biografico. È piuttosto l’occasione, anche un po’ trasfigurata, per cogliere alcuni aspetti intimi del rapporto tra Stan e Oliver, parzialmente affrancati dai loro personaggi.