Valentina Pazé insegna Filosofia politica presso l’Università di Torino. Si occupa, in una prospettiva teorica e storica, di comunitarismo, multiculturalismo, teorie dei diritti e della democrazia. Tra le sue pubblicazioni: "In nome del popolo. Il potere democratico" (Laterza, 2011), "Cittadini senza politica. Politica senza cittadini" (Edizioni Gruppo Abele, 2016) e "Libertà in vendita. Il corpo fra scelta e mercato" (Bollati Boringieri, 2023).
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Due appelli, della “Rete nazionale scuole in presenza” e di “Famiglie senz’auto”, contestano l’obbligo di green pass per gli studenti che usano mezzi di trasporto pubblici per andare a scuola, sollevando tra l’altro il problema, reale, che a essere penalizzati sono i ragazzi provenienti dalle famiglie più disagiate.
Come difendere le istituzioni democratiche minacciate da rigurgiti di fascismo? Una possibile risposta è il modello tedesco della “democrazia protetta”, incentrato sullo scioglimento dei partiti “anti-sistema”. Ma ci sono forti dubbi sulla sua efficacia nel combattere i nemici della democrazia. E anche sulla sua compatibilità con lo spirito della Costituzione italiana.
L’appello del direttore generale dell’OMS ai paesi ricchi a non procedere con la vaccinazione dei più giovani e a destinare i vaccini alle fasce a rischio dei paesi poveri è caduto nel vuoto. Così anche in Italia è iniziata la vaccinazione di massa degli adolescenti. Ma è una scelta razionale o, alla lunga, sbagliata e miope (oltre che razzista e disumana)?
Garantire la vita presente e futura sul pianeta, mantenere la pace, promuovere rapporti amichevoli tra i popoli, realizzare l’uguaglianza. Questo il progetto della Costituzione della terra: grandiosa utopia giuridica, ma soprattutto progetto politico che offre un orizzonte strategico alle molte battaglie di associazioni e movimenti.
L’università non è solo il susseguirsi di lezioni. È anche relazioni, incontri, biblioteche, scoperte, politica. Superfluo dirlo: anche prima della pandemia la situazione non era idilliaca e i problemi erano molti e gravi. Ma certo non sarà l’istituzionalizzazione della DAD a risolverli.
Il personale scolastico in Piemonte è stato contagiato più del resto della popolazione. Di qui si deve partire per affrontare i problemi della gestione della scuola. Ma i dati grezzi non dicono tutto. Bisogna guardare a quelli comparati e non dimenticare i danni prodotti dalla chiusura delle scuole.
L’ultimo libro di Piketty, affrontando il tema delle diseguaglianze, invita a superare il fatalismo e a credere che “cambiare si può”: imparando dal modo in cui, nel Novecento, società uscite dai traumi delle due guerre mondiali hanno scelto, per finanziare la ricostruzione, di colpire i patrimoni dei più ricchi.
C’è chi sostiene che voterà SÌ nel referendum per cambiare il ceto politico e dare un segnale di attenzione alle fasce marginali della società. Aspirazioni nobili ma mal riposte ché non è dato vedere come una riduzione quantitativa si trasformi in miglioramento qualitativo mentre ad essere marginalizzate saranno proprio le minoranze.
Il dibattito sull’opportunità del riconoscimento della prostituzione come attività lavorativa a tutti gli effetti (con riconoscimento e legalizzazione anche delle attività connesse) si è riaperto in occasione del lockdown. Il tema divide, anche a sinistra, ma la stella polare di riferimento non può che essere la dignità della persona.
Restiamo a casa, certo. Facciamo la nostra parte, perché i virus si spostano con noi e più riduciamo i contatti meno è possibile la trasmissione degli agenti patogeni. Ma attenzione a non spoliticizzare una questione che non è esclusivamente demandabile al sapere di medici e scienziati e alle buone condotte dei cittadini.