Valentina Pazé insegna Filosofia politica presso l’Università di Torino. Si occupa, in una prospettiva teorica e storica, di comunitarismo, multiculturalismo, teorie dei diritti e della democrazia. Tra le sue pubblicazioni: "In nome del popolo. Il potere democratico" (Laterza, 2011), "Cittadini senza politica. Politica senza cittadini" (Edizioni Gruppo Abele, 2016) e "Libertà in vendita. Il corpo fra scelta e mercato" (Bollati Boringieri, 2023).
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Alla prima seria prova, la Commissione europea si schiera a fianco della Grecia nel brutale respingimento dei profughi alla frontiera con la Turchia. È la pietra tombale per le speranze di chi aveva sperato in un cambiamento politico e la conferma dell’incapacità dell’Europa di superare gli egoismi degli Stati nazionali.
Il partito del non voto è stato protagonista anche nelle regionali: in Calabria è il vincitore e in Emilia Romagna sta a un’incollatura dal PD. Nessuno ne parla. Ma, in assenza di rappresentanza nelle istituzioni, la massa dei “senza voce” prima o poi si farà sentire, anche in modo scomposto.
Nello Rossi e Livio Pepino, giuristi, già esponenti di Magistratura democratica, si confrontano su istituzioni, disobbedienza, ribellione. Lo fanno a partire dalla tragedia di Sofocle e sostenendo l’uno le ragioni di Creonte, l’altro quelle di Antigone. In un dialogo serrato che affronta alcune delle più delicate questioni di attualità.
L’idea di estendere il diritto di voto ai sedicenni registra ampi consensi tra le forze politiche, che compulsano sondaggi sulle ipotetiche intenzioni di voto dei potenziali nuovi elettori. Assai meno – e non a caso – tra i diretti interessati che, piuttosto, chiedono agli adulti e alla politica di assumersi le loro responsabilità.
“Meno sbarchi, meno morti” dice il ministro Salvini. In realtà è vero il contrario. Se l’obiettivo fosse davvero quello di salvare vite umane, la strada sarebbe quella di prevedere canali umanitari legali e sicuri per chi fugge da guerre e persecuzioni e permessi di soggiorno per la ricerca di lavoro. Il resto è solo cinica (e falsa) propaganda.
Le grandi manifestazioni di sabato scorso non riguardano solo le donne e i loro corpi, ma pongono questioni fondamentali per tutti. È il segnale di un ritrovato protagonismo politico, soprattutto là dove il potere torna a esibire i tratti arroganti del machismo e dell’intolleranza nei confronti dei “diversi”.
Sui teleschermi va in onda la protesta. Quella degli sfollati che, comprensibilmente, chiedono una casa e la ripresa della propria vita. E quella di una politica rancorosa e senza sbocchi. Il grande assente è la capacità di interpretare e convogliare la rabbia in una prospettiva di reale cambiamento.
Ancora una volta Grillo spariglia le carte: sorteggiamo i senatori! Idea non nuova, in verità. Ma legata a una concezione arcaica della democrazia. Il sorteggio, infatti, esclude ogni forma di responsabilità nei confronti dei cittadini. Oggi la rappresentanza è in crisi ma non è così che la si rigenera.
Nel “contratto di governo” di M5Stelle e Lega si prevede l’introduzione, con modifica costituzionale, del vincolo di mandato, cioè dell’obbligo per gli eletti di attenersi strettamente alle indicazioni del partito in cui sono stati eletti e del relativo programma elettorale. Apparentemente, non sembra una cattiva idea ma a ben guardare…