Maurizio Pagliassotti, scrittore, reporter, promotore culturale, ha scritto, per Einaudi, "La guerra invisibile" (2023) e, per Bollati Boringhieri, "Ancora dodici chilometri" (2019), entrambi sul tema delle rotte migratorie di massa. Ha scritto diversi libri anche sulla condizione sociale e politica di Torino, città in cui è nato. Tiene un seminario presso l'Università per stranieri di Siena inerente la rotta dei Balcani.
Contenuti:
Questo nuovo libro di Fabio Balocco non parla di Farinetti ma crea una mappa del mondo alternativo al farinettismo: la geografia umana che nelle Langhe, siano esse basse o alte, resiste reinventando vecchi stili di vita che appaiono sempre più moderni e per molti aspetti indispensabili.
La Giunta di Torino ha deliberato di spostare l’«area di libero scambio» del sabato dal Canale Molassi (nella zona “storica” del Balon) a una zona periferica. Per mancanza di sicurezza e infrastrutture, si dice. In realtà per ragioni di “decoro urbano”, per di più affermando di voler favorire e migliorare le possibilità di scambio.
L’8 dicembre, quando ci sarà, a Torino, la manifestazione No TAV, bisognerà essere in tanti, tantissimi. Bisognerà rispondere alla piazza di sabato scorso con gli argomenti ma anche con i numeri. Per questo nessuno dovrà dire: «se c’è lui io non vengo».
Ogni notte è così. Decine di migranti che tentano di raggiungere la Francia, anche se nevica e fa sempre più freddo. È una battaglia della guerra grottesca e anacronistica tra Italia e Franca (o, più esattamente, tra Salvini e Macron). Una guerra di immagine combattuta sulla pelle dei migranti.
Le Olimpiadi sono una scommessa economica che, da tempo, ha la certezza di essere perdente. Da qui la scelta fatta da molte città, in tutto il mondo, di non ospitarle. Perché mai Torino dovrebbe organizzare quelle invernali del 2026 dopo avere devastato il proprio bilancio con quelle del 2006?