Elisabetta Grande insegna Sistemi giuridici comparati all’Università del Piemonte orientale. Da oltre un ventennio studia il sistema giuridico nordamericano e la sua diffusione in Europa. Ha pubblicato, da ultimo, Il terzo strike. La prigione in America (Sellerio, 2007) e Guai ai poveri. La faccia triste dell’America (Edizioni Gruppo Abele, 2017)
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Con il 2020 si apre un anno cruciale per gli Stati Uniti e per il mondo. È l’anno in cui si gioca la partita presidenziale, ma non è una partita qualunque. La posta in gioco, con la vittoria o la sconfitta di Trump, è la restituzione al diritto di un ruolo di argine contro il potere. E non è una questione solo americana.
Una recente decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti consente al Presidente di procedere nella costruzione di un muro con il Messico, per la quale il Parlamento non aveva concesso il finanziamento. È una decisione giuridicamente discutibile che sbilancia l’assetto dei poteri dello Stato in favore del Presidente.
Da 30 anni, negli Stati Uniti, la previsione dell’arbitrato obbligatorio come meccanismo di risoluzione delle controversie sul lavoro ha privato i lavoratori di ogni tutela. A gennaio, peraltro, una pronuncia della Suprema Corte ha riaperto, per alcune categorie, la possibilità di rivendicare i propri diritti davanti ai giudici.
Quale legame c’è fra un treno e la povertà? Semplice: l’illusione, abilmente indotta dall’establishment, che una nuova linea ferroviaria faccia aumentare il PIL e che l’aumento del PIL provochi più benessere per tutti. Peccato che le vicende del mondo degli ultimi decenni dimostrino esattamente il contrario…
Il paese più ricco del mondo mostra impudicamente, lungo le strade e di fronte ai palazzi, una miseria estrema e diffusa. È il frutto delle politiche bipartisan, accentuate da Trump, di attacco ai diritti dei lavoratori e di smantellamento dello Stato sociale. Anche se qualche reazione si intravvede…
Allargamento delle ipotesi di legittima difesa e diritto di armarsi hanno aperto negli Stati Uniti d’America una spirale di violenza inedita. Per colpa di una pistola, di un fucile o simili trovano la morte 96 persone al giorno (di cui 7 bambini o ragazzi sotto i 19 anni) e al 24 giugno 2018 le stragi ammontano a 144 (pari a una al giorno)!