Domenico Gallo, magistrato è stato presidente di sezione della Corte di cassazione. Da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo e del movimento per la pace, è stato senatore della Repubblica per una legislatura ed è componente del comitato esecutivo del Coordinamento per la democrazia costituzionale. Tra i suoi ultimi libri "Da sudditi a cittadini. Il percorso della democrazia" (Edizioni Gruppo Abele, 2013), "Ventisei Madonne Nere" (Edizioni Delta tre, 2019) e "Il mondo che verrà" (edizioni Delta tre, 2022).

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Il ruggito del Conte

Secondo il Tribunale dei ministri il trattenimento di 177 migranti sulla nave Diciotti con divieto di sbarcare integra un sequestro di persona. In attesa del giudizio del Senato, il presidente del Consiglio se ne è assunto la “responsabilità politica”. Ciò non cambia la situazione giuridica ma evoca sinistri precedenti…

27 gennaio: la memoria tradita

Celebrare la memoria si riduce a un semplice rito se non se ne traggono lezioni per il presente. Dopo “la notte dei cristalli” del 9 novembre 1938 il pastore tedesco Dietrich Bonhoeffer scrisse: «Solo chi grida per gli ebrei può cantare il gregoriano». Oggi solo chi grida per i migranti può cantare nel giorno della memoria.

La tempesta perfetta

Una tempesta perfetta sta per abbattersi sulla democrazia italiana in questa grigia alba del 2019 per la congiunzione di due aree di crisi di straordinaria potenza: la gestione dell’immigrazione e il progetto di autonomia differenziata di alcune regioni. Riuscirà la Repubblica a resistere alla tempesta?

La finanziaria più pazza del mondo

La finanziaria per il 2019 ha un che di surreale. Prima un testo farlocco, poi un maxiemendamento non trasmesso al Senato, infine un’approvazione con promessa di modifiche. Il tutto accompagnato da ripetuti voti di fiducia. E, nel merito, una patrimoniale sulla solidarietà e un attacco al pluralismo nell’informazione.

La cattiva novella

Il Natale della politica porta una cattiva novella: l’imminente statuto autonomo di Lombardia, Veneto ed Emilia, esteso a beni fondamentali come l’istruzione, la sanità, la sicurezza del lavoro, l’ambiente e i beni culturali, le entrate fiscali. Il segnale è chiaro: prima i cittadini delle regioni ricche!