Domenico Gallo, magistrato è stato presidente di sezione della Corte di cassazione. Da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo e del movimento per la pace, è stato senatore della Repubblica per una legislatura ed è componente del comitato esecutivo del Coordinamento per la democrazia costituzionale. Tra i suoi ultimi libri "Da sudditi a cittadini. Il percorso della democrazia" (Edizioni Gruppo Abele, 2013), "Ventisei Madonne Nere" (Edizioni Delta tre, 2019) e "Il mondo che verrà" (edizioni Delta tre, 2022).
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Affidare la sorte di un processo penale agli umori della folla non è il migliore viatico per la giustizia. Ma nel voto on line degli elettori Cinque Stelle c’è anche di peggio: quello che si è demandato a un voto popolare manipolato è il principio di eguaglianza.
L’annuncio del segretario di Stato americano, Mike Pompeo, del ritiro degli USA dal trattato INF del 1987 che proibisce le armi nucleari di medio raggio basate a terra è caduto, in Italia, nel disinteresse generale. Brutto segno, ché ciò ci riporta al rischio di una guerra nucleare, magari scatenata per errore…
Secondo il Tribunale dei ministri il trattenimento di 177 migranti sulla nave Diciotti con divieto di sbarcare integra un sequestro di persona. In attesa del giudizio del Senato, il presidente del Consiglio se ne è assunto la “responsabilità politica”. Ciò non cambia la situazione giuridica ma evoca sinistri precedenti…
Celebrare la memoria si riduce a un semplice rito se non se ne traggono lezioni per il presente. Dopo “la notte dei cristalli” del 9 novembre 1938 il pastore tedesco Dietrich Bonhoeffer scrisse: «Solo chi grida per gli ebrei può cantare il gregoriano». Oggi solo chi grida per i migranti può cantare nel giorno della memoria.
Persino il presidente della Commissione europea Junker alla fine lo ha ammesso: “C’è stata dell’austerità avventata. Non siamo stati sufficientemente solidali con la Grecia e con i greci”. E’, finalmente, un segnale, dopo che per anni i Governi di tutt’Europa hanno condiviso e taciuto.
Una tempesta perfetta sta per abbattersi sulla democrazia italiana in questa grigia alba del 2019 per la congiunzione di due aree di crisi di straordinaria potenza: la gestione dell’immigrazione e il progetto di autonomia differenziata di alcune regioni. Riuscirà la Repubblica a resistere alla tempesta?
La polemica fra il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il ministro dell’interno Salvini sulla concessione di residenza e carta di identità ai richiedenti asilo apre un conflitto interpretativo e istituzionale di grande rilievo. In gioco c’è un principio estraneo alla cultura del “capitano” leghista: la legalità costituzionale.
La finanziaria per il 2019 ha un che di surreale. Prima un testo farlocco, poi un maxiemendamento non trasmesso al Senato, infine un’approvazione con promessa di modifiche. Il tutto accompagnato da ripetuti voti di fiducia. E, nel merito, una patrimoniale sulla solidarietà e un attacco al pluralismo nell’informazione.
Il Natale della politica porta una cattiva novella: l’imminente statuto autonomo di Lombardia, Veneto ed Emilia, esteso a beni fondamentali come l’istruzione, la sanità, la sicurezza del lavoro, l’ambiente e i beni culturali, le entrate fiscali. Il segnale è chiaro: prima i cittadini delle regioni ricche!
Il 10 dicembre, settantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, la sezione italiana di Amnesty ha diffuso il rapporto del 2018 sul nostro paese. Ne emerge una situazione allarmante di violazione dei diritti umani. Come accade nei cosiddetti “Stati canaglia”.