Domenico Gallo, magistrato è stato presidente di sezione della Corte di cassazione. Da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo e del movimento per la pace, è stato senatore della Repubblica per una legislatura ed è componente del comitato esecutivo del Coordinamento per la democrazia costituzionale. Tra i suoi ultimi libri "Da sudditi a cittadini. Il percorso della democrazia" (Edizioni Gruppo Abele, 2013), "Ventisei Madonne Nere" (Edizioni Delta tre, 2019) e "Il mondo che verrà" (edizioni Delta tre, 2022).
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Dopo avere diffuso un tweet con notizie improprie sull’esecuzione di una misura cautelare, il ministro Salvini ha reagito in modo scomposto al richiamo alla correttezza rivoltogli dal Procuratore di Torino Spataro. Come spesso gli accade, ignorando le regole e l’autorevolezza del richiamo.
Da tempo viviamo una crisi di valori e di fiducia in cui germogliano molti di quegli ingredienti di tribalismo che sono alla base del fascismo eterno (secondo la definizione di Umberto Eco). Da questa consapevolezza devono nascere forme concrete di resistenza e di disobbedienza civile.
La campagna della Procura di Catania contro le ONG impegnate nel salvataggio in mare dei migranti continua. La nuova accusa è di «traffico di ingenti quantità di rifiuti», cioè degli «gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari». Siamo tornati agli “untori”. A quando la colonna infame?
Le regole della governance europea fondate sull’obbligo, per gli Stati, di un pareggio di bilancio ottuso e soffocante sono economicamente insostenibili e rompono la coesione sociale europea. Bisogna, dunque, cambiarle. Ma per farlo occorre avere prospettive chiare e costruire alleanze.
Dopo le elezioni di midterm tutti, negli Stati Uniti, cantano vittoria: i democratici, che hanno conquistato la Camera, e i repubblicani, che hanno mantenuto il Senato. Ma il potere di Trump è ridimensionato, grazie a un sistema che favorisce il bilanciamento dei poteri. È un messaggio anche per noi…
Il 4 novembre è ricordato come l’anniversario della “vittoria” italiana nella prima guerra mondiale. Quella guerra fu in realtà una inutile strage di intere classi di età, cancellate nell’inferno delle trincee. Non c’è nulla da celebrare, se non l’impegno perché non si ripeta.
Spezzettare la scuola con livelli differenziati nell’istruzione per aree geografiche, come si vorrebbe fare a seguito dei referendum dell’ottobre 2017 in Lombardia e Veneto, significherebbe introdurre una narrazione differenziata della nostra comunità politica e provocare una secessione delle regioni del Nord.
I messaggi culturali e i provvedimenti degli attuali decisori politici puntano a rendere sempre più difficile la convivenza. Ma attenzione ad avvelenare i pozzi dove sgorga l’acqua della convivenza! Quell’acqua è per tutti: anche per noi.
Il potere saudita uccide i suoi critici anche all’estero, con vere e proprie spedizioni ad hoc. Intanto in Brasile è a un passo dalla presidenza della Repubblica un nostalgico della dittatura militare che proclama di volerne reintrodurre i metodi…
Il problema del Paese è la disuguaglianza, che aumenta a dismisura anche quando il PIL cresce. Delle misure adeguate contro la povertà sono, dunque, necessarie e, tra l’altro, possono anche trainare la crescita. Il rischio per i conti pubblici non sta qui ma nell’ambiguità della politica.