Domenico Gallo, magistrato è stato presidente di sezione della Corte di cassazione. Da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo e del movimento per la pace, è stato senatore della Repubblica per una legislatura ed è componente del comitato esecutivo del Coordinamento per la democrazia costituzionale. Tra i suoi ultimi libri "Da sudditi a cittadini. Il percorso della democrazia" (Edizioni Gruppo Abele, 2013), "Ventisei Madonne Nere" (Edizioni Delta tre, 2019) e "Il mondo che verrà" (edizioni Delta tre, 2022).
Contenuti:
Persino il presidente della Commissione europea Junker alla fine lo ha ammesso: “C’è stata dell’austerità avventata. Non siamo stati sufficientemente solidali con la Grecia e con i greci”. E’, finalmente, un segnale, dopo che per anni i Governi di tutt’Europa hanno condiviso e taciuto.
Una tempesta perfetta sta per abbattersi sulla democrazia italiana in questa grigia alba del 2019 per la congiunzione di due aree di crisi di straordinaria potenza: la gestione dell’immigrazione e il progetto di autonomia differenziata di alcune regioni. Riuscirà la Repubblica a resistere alla tempesta?
La polemica fra il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il ministro dell’interno Salvini sulla concessione di residenza e carta di identità ai richiedenti asilo apre un conflitto interpretativo e istituzionale di grande rilievo. In gioco c’è un principio estraneo alla cultura del “capitano” leghista: la legalità costituzionale.
La finanziaria per il 2019 ha un che di surreale. Prima un testo farlocco, poi un maxiemendamento non trasmesso al Senato, infine un’approvazione con promessa di modifiche. Il tutto accompagnato da ripetuti voti di fiducia. E, nel merito, una patrimoniale sulla solidarietà e un attacco al pluralismo nell’informazione.
Il Natale della politica porta una cattiva novella: l’imminente statuto autonomo di Lombardia, Veneto ed Emilia, esteso a beni fondamentali come l’istruzione, la sanità, la sicurezza del lavoro, l’ambiente e i beni culturali, le entrate fiscali. Il segnale è chiaro: prima i cittadini delle regioni ricche!
Il 10 dicembre, settantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, la sezione italiana di Amnesty ha diffuso il rapporto del 2018 sul nostro paese. Ne emerge una situazione allarmante di violazione dei diritti umani. Come accade nei cosiddetti “Stati canaglia”.
Dopo avere diffuso un tweet con notizie improprie sull’esecuzione di una misura cautelare, il ministro Salvini ha reagito in modo scomposto al richiamo alla correttezza rivoltogli dal Procuratore di Torino Spataro. Come spesso gli accade, ignorando le regole e l’autorevolezza del richiamo.
Da tempo viviamo una crisi di valori e di fiducia in cui germogliano molti di quegli ingredienti di tribalismo che sono alla base del fascismo eterno (secondo la definizione di Umberto Eco). Da questa consapevolezza devono nascere forme concrete di resistenza e di disobbedienza civile.
La campagna della Procura di Catania contro le ONG impegnate nel salvataggio in mare dei migranti continua. La nuova accusa è di «traffico di ingenti quantità di rifiuti», cioè degli «gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari». Siamo tornati agli “untori”. A quando la colonna infame?
Le regole della governance europea fondate sull’obbligo, per gli Stati, di un pareggio di bilancio ottuso e soffocante sono economicamente insostenibili e rompono la coesione sociale europea. Bisogna, dunque, cambiarle. Ma per farlo occorre avere prospettive chiare e costruire alleanze.