Domenico Gallo, magistrato è stato presidente di sezione della Corte di cassazione. Da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo e del movimento per la pace, è stato senatore della Repubblica per una legislatura ed è componente del comitato esecutivo del Coordinamento per la democrazia costituzionale. Tra i suoi ultimi libri "Da sudditi a cittadini. Il percorso della democrazia" (Edizioni Gruppo Abele, 2013), "Ventisei Madonne Nere" (Edizioni Delta tre, 2019) e "Il mondo che verrà" (edizioni Delta tre, 2022).

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Gli italiani e la scomparsa del futuro

Il rapporto del CENSIS sulla situazione sociale del Paese ci proietta l’immagine di un incubo, di una società precipitata nell’angoscia. La ragione è la scomparsa di un orizzonte in cui riconoscersi. Per la crisi economica ma ancor più per l’incapacità della politica di reagire ad essa e di indicare un progetto di futuro.

Israele e il dio delle colonie

È notizia di questi giorni: Stati Uniti legittimano le colonie israeliane in Cisgiordania. E il premier israeliano Netanyahu vara un disegno di legge per l’annessione della Valle del Giordano. Non c’è giustificazione a questa violazione del diritto internazionale ed è blasfemo il richiamo a un diritto “divino” su quei territori.

Bolivia. Rulli di tamburo per La Paz

Le dimissioni di Evo Morales in Bolivia sono il frutto di un colpo di stato contro un governo che, in 13 anni, ha abbassato l’indice di povertà dal 38% al 18%, ha dimezzato la disoccupazione, ha portato il salario minimo da 60 a 310 dollari e ha ridato dignità alle popolazioni indigene. È un dato di fatto che nessun errore può cancellare.

Il cielo sopra Berlino

Trent’anni fa, nel corso di una notte, crollava il muro di Berlino. Fu, in Germania e nel mondo, una festa. Ci si illuse che l’epoca dei muri fosse finita e che si aprisse un futuro di libertà e uguaglianza. Non è stato così e l’avvenire promesso da quel crollo è stato riempito da nuovi muri ancora più difficili da superare.

Quando la destra si tinge di nero

In Italia e in tutta Europa la destra si colora sempre più di nero, assumendo tratti esplicitamente fascisti e razzisti, ed esce fuori dai confini della Costituzione e dalla legalità internazionale delineata nelle convenzioni sui diritti umani. Così si ripropone un dramma storico che abbiamo già vissuto, con altre modalità, nel secolo scorso.

«El pueblo unido»

Cile: di nuovo, di fronte alla protesta, i blindati dell’esercito in strada, un Presidente che decreta lo stato di emergenza e impone il coprifuoco, la violenza dei Carabineros, i morti nelle piazze. La memoria torna alla mobilitazione dei primi anni ’70 animata da una speranza che oggi sembra perduta e che occorre ritrovare.

«Non voglio vederlo!»

Di fronte alla disumanità inenarrabile che emerge in Kurdistan come di fronte a Lampedusa, risuonano le parole di Federico Garcia Lorca, il poeta ucciso dai fascisti spagnoli: «Non voglio vedere il sangue d’Ignazio!». E intanto un appello di donne ci ammonisce tutti: «Non parlateci più di valori occidentali. Non parlateci più di niente se non avete il coraggio di reagire. State zitti!».