Domenico Gallo, magistrato è stato presidente di sezione della Corte di cassazione. Da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo e del movimento per la pace, è stato senatore della Repubblica per una legislatura ed è componente del comitato esecutivo del Coordinamento per la democrazia costituzionale. Tra i suoi ultimi libri "Da sudditi a cittadini. Il percorso della democrazia" (Edizioni Gruppo Abele, 2013), "Ventisei Madonne Nere" (Edizioni Delta tre, 2019) e "Il mondo che verrà" (edizioni Delta tre, 2022).
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A Lesbo e alla frontiera tra Turchia e Grecia centinaia di migliaia di profughi sono fermati e respinti con filo spinato, bastonate e colpi di fucile. Nell’Europa colpita e ferita dal Coronavirus c’è un’altra epidemia indotta dal virus della disumanità. È un’epidemia che erode nel profondo le nostre strutture politiche e culturali.
L’epidemia da coronavirus insegna qualcosa di generale a tutti. Il virus non ha bisogno del passaporto per varcare le frontiere e ciò mostra che i problemi dell’umanità sono globali: i mali che affliggono un’altra popolazione ci riguardano e, senza un tessuto di solidarietà tra i popoli, prima o poi ci presentano il conto.
Il piano predisposto dal presidente Trump per la “pacificazione” della Palestina non fa che legittimare le violazioni compiute da Israele in oltre cinquant’anni di occupazione militare e di colonizzazione dei territori palestinesi. Stupisce e offende il silenzio complice dell’Unione europea e del nostro Paese.
Autorizzando il processo nei confronti di Salvini per il sequestro di persona dei 131 profughi della nave Gregoretti il Senato ha stabilito il principio che la politica non è onnipotente. È un fatto fondamentale, quali che siano state le motivazioni del voto e comunque vada a finire il processo.
Sulla prescrizione il Governo rischia la crisi. Ma in modo strumentale. Rendere i reati perseguibili senza limiti di tempo dopo la sentenza di primo grado è, infatti, a dir poco eccessivo. Ma un ragionamento pacato al riguardo sarebbe ben possibile considerando che ciò accadrebbe in concreto solo a partire dal 2027…
A poche ore dai risultati delle regionali, il Consiglio dei ministri ha fissato nella prima data possibile (il 29 marzo) il referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari. Tanta fretta tradisce il timore che un dibattito approfondito sveli il carattere demagogico di una riforma che mortifica la rappresentanza.
In primavera, verosimilmente a maggio, ci sarà il referendum costituzionale per confermare o vanificare la riduzione dei parlamentari approvata dalla Camere. Dire di No a tale riduzione è impopolare ma necessario. La crisi della politica è indubbia ma per risolverla occorre recuperare, non azzerare, la rappresentanza.
A fronte del suo “modello” Trump, il leader della Lega Salvini ha una caratura assai modesta ma, fatte le debite proporzioni, entrambi personificano il delirio di onnipotenza di una politica che non vuole limiti. L’antitesi a tale delirio sta nelle Costituzioni, nelle Carte dei diritti, nelle Convenzioni internazionali, nelle istituzioni di garanzia.
L’omicidio del generale Soleimani e delle otto persone che viaggiavano con lui, realizzato con il lancio di un missile autorizzato direttamente dal presidente degli Stati Uniti, è un atto di terrorismo di Stato che vìola ogni regola del diritto internazionale. Per evitare che il diritto della forza prevalga sulla forza del diritto bisogna ribellarsi.
Di fronte al rischio incombente di una catastrofe ambientale è sempre più diffusa la percezione che le Costituzioni nazionali non bastano e che occorre una Costituzione mondiale a tutela della Terra. Di qui un appello di giuristi e filosofi per dar vita a una Scuola che elabori un pensiero e una prospettiva al riguardo.