Domenico Gallo, magistrato è stato presidente di sezione della Corte di cassazione. Da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo e del movimento per la pace, è stato senatore della Repubblica per una legislatura ed è componente del comitato esecutivo del Coordinamento per la democrazia costituzionale. Tra i suoi ultimi libri "Da sudditi a cittadini. Il percorso della democrazia" (Edizioni Gruppo Abele, 2013), "Ventisei Madonne Nere" (Edizioni Delta tre, 2019) e "Il mondo che verrà" (edizioni Delta tre, 2022).

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Un uomo forte al potere?

80 anni fa l’Italia entrava in guerra, una guerra che avrebbe provocato morti e distruzioni senza precedenti. La decisione fu assunta in solitudine dal Capo del Governo, Benito Mussolini, al di fuori di ogni controllo del Parlamento. È bene ricordarlo oggi, quando il Parlamento è in crisi e molti invocano “un uomo solo al comando”.

I magistrati, Salvini, i luoghi comuni

Le conversazioni tra magistrati intercettate attraverso il telefono di Luca Palamara mostrano un malcostume che offende la giustizia. Ma non la prevenzione nei confronti di Matteo Salvini dallo stesso denunciata. Al contrario ciò che emerge è che sono proprio gli “argomenti” del leader leghista a farsi strada tra i magistrati.

Il vascello fantasma

Il 9 maggio, dopo sei giorni di attesa, 79 naufraghi raccolti in mare dal cargo “Marina”, battente bandiera di Antigua, sono stati autorizzati a sbarcare a Porto Empedocle: nel cuore della notte, in gran segreto e senza copertura di stampa. La nave “Marina”, immediatamente ripartita, è diventata un moderno vascello fantasma.

Tira una brutta aria

C’è, nel mondo, un’aria di ancien régime. In Germania la Corte costituzionale dà un duro colpo alla solidarietà europea. In Italia persino l’emersione dalla condizione servile di un esercito di invisibili incontra dure opposizioni. In questo deserto resta il papa di Roma a mettere al centro la dignità della persona e del lavoro.

Ritorno al futuro

I giovani di Fridays for Future riprendono la parola e lanciano una campagna per uscire dalla crisi prodotta dall’epidemia. Ci vuole un “ritorno al futuro” con un colossale piano di investimenti pubblici sostenibili che portino benessere e lavoro per tutti. Non possiamo permetterci di tornare al passato. È la nostra ultima occasione.

A volte ritornano

L’attribuzione dei pieni poteri al presidente Orbán in Ungheria non realizza una “democrazia illiberale”. È la riproposizione letterale del metodo del fascismo italiano nel 1925. Forse per questo piace tanto alla destra nostrana di Salvini e Meloni. L’Ungheria è vicina: occorre esserne consapevoli per evitare che il passato ritorni.

Vita e morte a confronto

Siamo sospesi tra la vita e la morte. Tra un passato a cui non si può tornare, un presente terribile e un futuro che non sappiamo immaginare. E che potrà essere molto peggiore o molto migliore. Se vogliamo sopravvivere la politica deve finalmente ritrovare il suo ruolo di strumento di organizzazione della speranza.

L’ora più buia

Non era mai accaduto che venissero chiuse tutte le scuole, che venissero chiusi tutti i bar, che venissero chiuse tutte le chiese, che un regime di isolamento simile agli arresti domiciliari venisse imposto a tutta la popolazione italiana. Ciò ci costringe a confrontarci con l’insostenibilità dei miti che ci hanno reso così fragili.