Domenico Gallo, magistrato è stato presidente di sezione della Corte di cassazione. Da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo e del movimento per la pace, è stato senatore della Repubblica per una legislatura ed è componente del comitato esecutivo del Coordinamento per la democrazia costituzionale. Tra i suoi ultimi libri "Da sudditi a cittadini. Il percorso della democrazia" (Edizioni Gruppo Abele, 2013), "Ventisei Madonne Nere" (Edizioni Delta tre, 2019) e "Il mondo che verrà" (edizioni Delta tre, 2022).
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La foto del piccolo Joseph, di appena sei mesi, morto tra le braccia dei medici dopo il salvataggio in mare, ha rotto per un attimo il silenzio sulla strage dei migranti sulla rotta libica. Ma la strage continua, favorita dal respingimento di massa realizzato dall’Italia e dall’Europa con la delega del controllo dei flussi alla Guardia costiera libica.
L’esito in bilico delle elezioni americane è l’emblema della drammatica ambiguità del tempo che stiamo vivendo. Un tempo di incertezze in cui la vita stessa dell’umanità è soggetta al rischio della rovina sul piano ambientale, sul piano sanitario e su quello politico (non rimosso dall’eventuale sconfitta di misura di Trump).
La seconda enciclica di papa Francesco ha una profonda dimensione politica. Si richiama ai princìpi di libertà, eguaglianza, fraternità proclamati dalla rivoluzione francese ma li specifica mettendo in evidenza che solo la fraternità ne consente uno sviluppo completo e armonico.
Le morti nel Mediterraneo continuano con un ritmo impressionante. Ma le autorità italiane ritirano nelle acque territoriali i mezzi navali in passato utilizzati per il salvataggio e ostacolano in ogni modo l’intervento delle navi delle organizzazioni umanitarie. La cultura del rifiuto e dell’intolleranza sembra vincente.
La riduzione del numero dei parlamentari è stata confermata dall’esito del referendum. Il risentimento sociale ha vinto. Ma presto ci si accorgerà che avere meno rappresentanti non risolve i problemi. Di qui la necessità di una politica che ricostruisca ponti fra la società e il Palazzo secondo il progetto costituzionale.
La Corte penale internazionale istituita nel 1998 è l’unica istituzione di garanzia volta a perseguire i delitti di genocidio e i crimini di guerra e contro l’umanità in caso di inerzia degli Stati. Per questo gli attacchi di Israele e degli Stati Uniti sono gravissimi, esprimendo la logica del potere assoluto che non accetta di essere giudicato.
Il caldo estivo e un malaccorto protagonismo hanno indotto il presidente della Regione Sicilia Musumeci ad arrogarsi poteri inesistenti e a dare ordini illegittimi ai prefetti e al Ministero degli interni. Il TAR, com’era ovvio, ha immediatamente sospeso la sua ordinanza ma resta il messaggio politico demagogico e razzista.
Quando il taglio dei parlamentari venne approvato dal Senato l’idea di ribaltare quel voto con un referendum sembrava una follia. Poi si è cominciato a ragionare. E la domanda è diventata chiara: è ragionevole pensare che avere meno rappresentanti consenta ai cittadini di far sentire di più la propria voce per cambiare in meglio la società?
La condotta dei parlamentari e consiglieri regionali che hanno approfittato del bonus per l’emergenza da Coronavirus è un’indecenza. Non l’unica, purtroppo, in un Parlamento di nominati da chi oggi finge di scandalizzarsi. Ma per invertire la tendenza non serve ridurre i parlamentari bensì dare ai cittadini il potere di sceglierli.
Il settantacinquesimo anniversario della strage atomica di Hiroshima (con 140.000 morti e sofferenze inenarrabili per i sopravvissuti) è coinciso con la terribile esplosione nel porto di Beirut. La pericolosità degli esplosivi e delle testate nucleari è evidente. Quando se ne renderanno conto la comunità internazionale e l’Italia?