Domenico Gallo, magistrato è stato presidente di sezione della Corte di cassazione. Da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo e del movimento per la pace, è stato senatore della Repubblica per una legislatura ed è componente del comitato esecutivo del Coordinamento per la democrazia costituzionale. Tra i suoi ultimi libri "Da sudditi a cittadini. Il percorso della democrazia" (Edizioni Gruppo Abele, 2013), "Ventisei Madonne Nere" (Edizioni Delta tre, 2019) e "Il mondo che verrà" (edizioni Delta tre, 2022).

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Da quale pulpito signor presidente!

Biden definisce Putin un killer. Probabilmente, in senso tecnico non ha torto. Ma quando si parla di omicidi politici o di interferenza nelle elezioni altrui, non è certo dal pulpito degli Stati Uniti che si possono impartire lezioni. E tutto fa pensare che, in contrasto con le previsioni, dopo Trump si prepari una nuova guerra fredda.

La Corte penale internazionale, Israele, la Palestina

La Pre-Trial Chamber ha riconosciuto la competenza della Corte penale internazionale a giudicare i crimini di guerra e contro l’umanità commessi in Palestina. Il riferimento è ai crimini commessi «da chiunque» ma il premier israeliano Netanyahu è corso subito al riparo, bollando il fatto come «puro antisemitismo». Non è un bel segnale.

Tempi di Draghi

L’incarico a Draghi è una sconfitta della politica e avalla tesi pericolose come l’utilità del ricorso a “uomini della provvidenza”. Di più: Draghi è un esponente dell’ortodossia neoliberista. E tuttavia la partita non è chiusa e molto dipenderà, in caso di formazione del governo, dalle forze parlamentari che lo sosterranno.

Renzi: l’ultimo tradimento

Lo strappo è stato compiuto. Comunque si valuti l’esecutivo in carica, l’apertura di una crisi oggi, in piena pandemia, è un gesto di irresponsabilità verso il Paese e un regalo alla destra (in termini elettorali se si andrà al voto anticipato e, comunque, in termini di consenso). Ma non è certo il primo strappo istituzionale di Renzi.

Balcani e Mediterraneo: dove fallisce l’umanità

Le rotte sono diverse – i Balcani o il Mediterraneo – ma le politiche non cambiano. In entrambi i casi gli Stati europei sbarrano i confini e ricacciano indietro i profughi, in aperta violazione del diritto d’asilo e del divieto di respingimento, proclamato dagli articoli 18 e 19 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione.

Un anno drammatico

Il virus che non ci aspettavamo ha segnato profondamente le nostre vite nel 2020. Arriviamo alla svolta dell’anno nuovo sospesi tra un passato a cui non si può tornare, un presente oscuro e un futuro che non sappiamo immaginare. Oggi più che mai avremmo bisogno di scelte cruciali. Ma la politica non offre grandi speranze.