Fabio Balocco, nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (in quiescenza), ma la sua passione è, da sempre, la difesa dell’ambiente, in particolare montano. Ha collaborato, tra l’altro, con “La Rivista della Montagna”, “Alp”, “Meridiani Montagne”, “Montagnard”. Ha scritto, tra l'altro, “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino” (Neos Edizioni, 2017); "Lontano da Farinetti. Storie di Langhe e dintorni" (Il Babi editore, 2019); "Per gioco. Voci e numeri del gioco d'azzardo" (Neos Editore, 2019); "Un'Italia che scompare (Il Babi editore, 2022); "Sotto l'acqua. Storie di invasi e di borghi sommersi" (LAReditore, 2024); "Bianco benestante ambientalista" (LAReditore, 2025).. Collabora dal 2011, in qualità di blogger in campo ambientale e sociale, con "Il Fatto Quotidiano".
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«Mi dica una cosa, ma gli italiani sono razzisti?», «Sinceramente, sì, siete razzisti soprattutto qui al nord. Nei confronti di tutti anche non neri. È aumentato il razzismo in questi anni, si nota. È anche vero però che molti stranieri rubano». «Anche i giovani sono razzisti?», «Soprattutto i vecchi. Ma i giovani non sono educati».
Il vero terremoto che ha distrutto il Mugello non è quello della notte di lunedì scorso ma la costruzione della linea ad alta velocità Bologna-Firenze: un’opera di dubbia utilità, seppur da tutti osannata, che ha prosciugato 81 corsi d’acqua, 37 sorgenti, una trentina di pozzi e cinque acquedotti e devastato le casse dello Stato.
Se piove a dirotto una parte della Liguria va sott’acqua e non si contano i danni. Il motivo sta nello scempio del territorio fatto negli anni. La politica ne è ben consapevole ma insiste su nuovi cantieri e nuove Grandi Opere. Perché nel breve termine ciò provoca consenso. Mentre nei tempi lunghi saranno altri a governare.
«A volte serve una disobbedienza integrale e poi è anche una questione di dignità: se io ritengo che quello che ho fatto sia giusto io non mi adeguo a chiedere a loro la clemenza. E poi i domiciliari è fare il carceriere di se stesso. Io mi sento più libera dentro il carcere che non a stare qui fuori e adeguarmi alle loro misure».
Da qualche anno il capitalismo ha scelto di presentarsi col volto buono e il sorriso accattivante. Basta guardare, nel nostro Paese, alle pubblicità di Benetton, Ferrero, Coop, Conad e via elencando. Ma travestirsi da fata turchina non ne fa venir meno i misfatti contro le persone e contro la natura.
Socotra è un’isola dell’Oceano indiano a 300 km dallo Yemen, a cui appartiene. La sua posizione e le condizioni climatiche ne hanno fatto un giardino in terra, tanto che dal 2008 è patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Ma quel paradiso è oggi a rischio di estinzione: effetto collaterale della guerra in atto in Yemen.
Buona parte dei migranti che tentano la fortuna sui barconi nel Mediterraneo non sono mossi da persecuzioni o guerre, ma dalla invivibilità del loro territorio. Soprattutto per ragioni climatiche. Ma di ciò si preferisce non parlare e spesso gli interventi proposti dai Paesi ricchi non fanno che peggiorare la situazione.
Sul tema dell’ambiente il programma di governo del Conte bis è ancor più carente del contratto gialloverde. L’acceleratore è sempre, comunque, sul pedale dello sviluppo (con l’immancabile frusto richiamo alla green economy). Insomma, ancora una volta una coalizione con i piedi ben piantati nel cemento e nell’asfalto.
Tutelare ambiente e territorio – a cominciare da suolo, aria e acqua – dovrebbe essere il primo obiettivo di una politica di sinistra o progressista che dir si voglia. Checché se ne dica, sono questi i beni fondamentali da salvaguardare. Eppure, nella storia della sinistra, non è mai accaduto e l’esperienza mi dice che non accadrà.
Lo sapete che una bottiglia di acqua minerale Evian griffata da Chiara Ferragni costa 12 volte più che una identica bottiglia non sponsorizzata? Merito dell’influencer, bellezza! Cioè, grazie al ruolo che persone famose svolgono nell’orientare i gusti della gente, della definitiva trasformazione della persona in consumatore.