Fabio Balocco, nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (in quiescenza), ma la sua passione è, da sempre, la difesa dell’ambiente, in particolare montano. Ha collaborato, tra l’altro, con “La Rivista della Montagna”, “Alp”, “Meridiani Montagne”, “Montagnard”. Ha scritto, tra l'altro, “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino” (Neos Edizioni, 2017); "Lontano da Farinetti. Storie di Langhe e dintorni" (Il Babi editore, 2019); "Per gioco. Voci e numeri del gioco d'azzardo" (Neos Editore, 2019); "Un'Italia che scompare (Il Babi editore, 2022); "Sotto l'acqua. Storie di invasi e di borghi sommersi" (LAReditore, 2024); "Bianco benestante ambientalista" (LAReditore, 2025).. Collabora dal 2011, in qualità di blogger in campo ambientale e sociale, con "Il Fatto Quotidiano".
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«A volte serve una disobbedienza integrale e poi è anche una questione di dignità: se io ritengo che quello che ho fatto sia giusto io non mi adeguo a chiedere a loro la clemenza. E poi i domiciliari è fare il carceriere di se stesso. Io mi sento più libera dentro il carcere che non a stare qui fuori e adeguarmi alle loro misure».
Da qualche anno il capitalismo ha scelto di presentarsi col volto buono e il sorriso accattivante. Basta guardare, nel nostro Paese, alle pubblicità di Benetton, Ferrero, Coop, Conad e via elencando. Ma travestirsi da fata turchina non ne fa venir meno i misfatti contro le persone e contro la natura.
Socotra è un’isola dell’Oceano indiano a 300 km dallo Yemen, a cui appartiene. La sua posizione e le condizioni climatiche ne hanno fatto un giardino in terra, tanto che dal 2008 è patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Ma quel paradiso è oggi a rischio di estinzione: effetto collaterale della guerra in atto in Yemen.
Buona parte dei migranti che tentano la fortuna sui barconi nel Mediterraneo non sono mossi da persecuzioni o guerre, ma dalla invivibilità del loro territorio. Soprattutto per ragioni climatiche. Ma di ciò si preferisce non parlare e spesso gli interventi proposti dai Paesi ricchi non fanno che peggiorare la situazione.
Sul tema dell’ambiente il programma di governo del Conte bis è ancor più carente del contratto gialloverde. L’acceleratore è sempre, comunque, sul pedale dello sviluppo (con l’immancabile frusto richiamo alla green economy). Insomma, ancora una volta una coalizione con i piedi ben piantati nel cemento e nell’asfalto.
Tutelare ambiente e territorio – a cominciare da suolo, aria e acqua – dovrebbe essere il primo obiettivo di una politica di sinistra o progressista che dir si voglia. Checché se ne dica, sono questi i beni fondamentali da salvaguardare. Eppure, nella storia della sinistra, non è mai accaduto e l’esperienza mi dice che non accadrà.
Lo sapete che una bottiglia di acqua minerale Evian griffata da Chiara Ferragni costa 12 volte più che una identica bottiglia non sponsorizzata? Merito dell’influencer, bellezza! Cioè, grazie al ruolo che persone famose svolgono nell’orientare i gusti della gente, della definitiva trasformazione della persona in consumatore.
Buona parte di chi alle ultime politiche ha votato Movimento 5Stelle lo ha fatto perché credeva in una svolta nel campo della politica ambientale. Le delusioni sono cominciate con il “contratto” di governo, generico e ambiguo, e continuano con grandi opere e TAV (Terzo Valico, Torino-Lione, Brescia-Padova e via elencando).
La Cooperativa agricola “Terra e Gente” di Albugnano (AT) è una delle realtà agricole più interessanti del Piemonte. Attiva da diversi decenni, essa soffre oggi per la mancanza di ricambio nei soci. In questa intervista Franco Fischetti, che della cooperativa è stato uno dei fondatori, racconta e guarda al futuro.
Se il consumatore vedesse cosa sta dietro il prodotto che compra, spesso non lo acquisterebbe. Per questo è necessaria una informazione completa e corretta. Come quella promessa per pasta e riso. Salvo aggiungere che è legittimo scrivere in etichetta “prodotto in Paesi UE e NON UE”, cioè in qualche parte del mondo…