Fabio Balocco, nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (in quiescenza), ma la sua passione è, da sempre, la difesa dell’ambiente, in particolare montano. Ha collaborato, tra l’altro, con “La Rivista della Montagna”, “Alp”, “Meridiani Montagne”, “Montagnard”. Ha scritto, tra l'altro, “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino” (Neos Edizioni, 2017); "Lontano da Farinetti. Storie di Langhe e dintorni" (Il Babi editore, 2019); "Per gioco. Voci e numeri del gioco d'azzardo" (Neos Editore, 2019); "Un'Italia che scompare (Il Babi editore, 2022); "Sotto l'acqua. Storie di invasi e di borghi sommersi" (LAReditore, 2024); "Bianco benestante ambientalista" (LAReditore, 2025).. Collabora dal 2011, in qualità di blogger in campo ambientale e sociale, con "Il Fatto Quotidiano".
Contenuti:
Le Alpi Apuane sono un qualcosa di unico nel paesaggio italiano e non solo. Una catena di monti splendidi e teoricamente tutelati che l’attività di escavazione invece sta pian piano divorando. Con un paradosso: il principale business non è più il marmo, ma il carbonato di calcio destinato a filtri, paste e dentifrici.
Alberto Cesa e i Cantovivo sono stati una presenza importante nella musica popolare non solo piemontese. Cesa se ne è andato dieci anni fa e ne sentiamo la mancanza. Aveva un’impostazione profondamente popolare e libertaria e una grande passione. Era di sinistra e per lui aveva un senso.
In questi giorni di clausura appaiono immagini inconsuete: l’anatra con gli anatroccoli che zampetta per il centro di Torino, il lupo che si aggira per le vie di Venaus o di Sesto Fiorentino, il delfino che salta nella laguna di Venezia, una laguna limpida come non mai. Non dimentichiamole quando l’epidemia sarà passata!
Il Coronavirus uccide. Ma uccide anche l’inquinamento. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente nella sola Italia muoiono ogni anno per le polveri sottili circa 80.000 persone. Quando il virus sarà debellato (e sperando che non ritorni) ci occuperemo anche di loro? O resteranno nel dimenticatoio?
Non è infrequente, nelle nostre Alpi, che, per un irrisorio pugno di watt, si deturpino paesaggi e si alterino ambienti naturali che dovrebbero essere preservati. È ciò che accade a Rassa, piccolo borgo Walser della Valsesia alla confluenza di due rii ancora intatti, il Sorba e il Gronda. Forse si è in tempo a evitarlo.
La rete degli acquedotti è, nel nostro Paese, un vero colabrodo: si perdono lungo la penisola 6,5 milioni di litri al minuto. Eppure non si fa nulla per modificare la situazione: si continua con grandi opere inutili che disperdono le sorgenti e si evitano provvedimenti adeguati per disincentivare gli sprechi.
Da anni Giancarlo, 86 anni, pianta alberi su un suo terreno, pur dichiarato edificabile, nel Comune di San Prospero, in provincia di Modena, uno dei luoghi con più alto consumo di suolo. Bisognerebbe farlo in molti, a cominciare dalle associazioni ambientaliste, per preservare la Terra e contenere la sua manomissione.
L’annuncio della prossima nascita di un Partito democratico nuovo intenzionato a mettere la tutela dell’ambiente al centro del suo impegno ha un che di surreale considerate le politiche di quel partito e dei suoi predecessori. Per questo, caro Zingaretti, non le credo. Ahimè, lei mente sapendo di mentire.
Il 4 e 5 gennaio si sono svolti a Zagabria due slalom della coppa del mondo di sci. La situazione era surreale: una pista bianca di neve artificiale che si snodava in un paesaggio desolatamente brullo. Ormai è la regola. Ma ha senso continuare a pompare un’industria che, dato il riscaldamento globale, è destinata a ridursi se non a scomparire?
Le indagini che hanno sollevato il sipario sui rapporti fra politica e malaffare in Piemonte confermano l’intreccio le tra grandi opere, il partito trasversale del cemento e la malavita organizzata. Lo sanno tutti ma nessuno interviene neppure con provvedimenti minimi come vietare il subappalto. Non è certo un caso.