Psicologia è pace? Riflessioni in tempi di guerra

“Psicologia è pace. Costruire ponti non muri”: è il titolo scelto dall’Ordine degli psicologi per la Giornata Nazionale della Psicologia 2025. Titolo avvincente, ma lontano, purtroppo, dagli atteggiamenti più diffusi tra gli operatori del settore in cui prevalgono l’incentivazione alla diffidenza o addirittura all’inimicizia verso l’altro e la propensione a curare i danni della guerra anziché a creare un clima idoneo a prevenirla.

Come progettare nuvole nuove

Il digitale produce tra il 2 e il 4% delle emissioni di CO₂ del mondo, più dell’aviazione. Con l’introduzione dei nuovi software di Intelligenza Artificiale, Google e Microsoft stiano consumando insieme più energia di paesi come l’Irlanda o la Nigeria. E il trend è in ascesa. Eppure un web più responsabile, più sostenibile, più giusto, più attento agli indicatori ambientali è possibile. A novembre una serie di lezioni per dirlo.

Il mondo vero e quello virtuale

Il mondo di riferimento per le ultime generazioni è quello virtuale, cioè quello del Web. Ma non per scelta, bensì perché il mondo reale non garantisce loro una vita vera, reale, libera e dignitosa. È, dunque, inutile costruire ideologie della post-modernità. Serve, piuttosto, lavorare nel profondo per recuperare le valenze positive del nostro mondo, le sue possibilità di emancipazione, le sue aperture di libertà.

Le alternative ai padroni del web

I colossi che hanno “silenziato” Trump sono gli stessi che ne hanno costruito le fortune monetizzandone la propaganda razzista. Ciò ci deve aprire gli occhi. Il problema è l’accumulo indisturbato di potere in capo ai padroni del web. Occorre reagire realizzando e potenziando piattaforme alternative libere e prive di interessi commerciali.