C’era una volta il West. Anzi, in Val di Susa, c’è ancora

In Val di Susa sembra esserci ancora la legge del West, cioè la legge del più forte. Di Telt (la società per la costruzione del tunnel della Torino-Lione) e delle “forze dell’ordine” che la proteggono. Accade così che, prima degli espropri, vengano occupati militarmente terreni di privati cittadini, chiuse le strade e sospeso il collegamento ferroviario. Ma, ancora una volta, i No Tav non ci stanno e organizzano la resistenza.

L’ultima frontiera

Dei migranti che arrivano in Italia una parte consistente è in transito. Dalla sola Val di Susa, tra il luglio 2022 e il marzo 2023, ne sono transitati circa 9.000 diretti verso la Francia. I più sono arrivati dalla Tunisia e approdati a Lampedusa. Ma quando arrivano nel nostro Paese, spesso in condizioni di salute precarie, comincia un altro viaggio non meno difficile, come documenta un Report di Medici per i diritti umani.

Vi toglieremo i TIR dai paesi…

Dicono che la nuova linea ferroviaria Torino-Lione toglierà i TIR dai paesi. È quanto dicevano, ieri, per l’autostrada. Eppure i TIR, magari per risparmiare i pedaggi, continuano ad attraversare la Val Susa e a provocare incidenti. Intanto si prospettano decine di licenziamenti in casa Sitaf, quell’autostrada che proprio come il TAV avrebbe dovuto garantire posti di lavoro per sempre…

Il TAV e la fine del mondo

Alla vigilia del primo grande sciopero dei giovani di tutto il mondo per il clima e per un futuro vivibile il Movimento NOTAV ha indirizzato ai ragazzi di “Friday for future” una lettera aperta sui temi al centro delle manifestazioni. È un documento che va ben oltre l’occasione e che, per questo, è utile proporre.

Avigliana e Primo Levi

Ancora una volta la Val di Susa non è stata a guardare e si è mobilitata per l’accoglienza e i diritti. Lo ha fatto il 26 gennaio, vigilia della “giornata della memoria”, nel luogo in cui Primo Levi ha scritto “Se questo è un uomo”. A dimostrazione della inscindibilità di passato e presente.

Torino – Il futuro non è TAV

Finalmente si può tornare a respirare a Torino. L’enorme manifestazione dell’8 dicembre ha ristabilito la natura di un confronto tra la vecchia Torino, delle madamine e degli imprenditori questuanti, e un movimento che rappresenta il futuro e non cede alla logica delle falsificazioni e della post-verità.