La manifestazione “per l’Europa” dei Repubblica boys: perché no

La giornata dell’orgoglio europeo lanciata dai Repubblica boys è una suggestione ingannevole. Sostenere le politiche dell’Europa, occultandone le responsabilità per la gestione del conflitto in Ucraina, significa, infatti, schierarsi per la prosecuzione della guerra e per l’aumento delle spese militari. E ciò mentre la convergente prepotenza di Putin e di Trump imporrebbe un’iniziativa per sostituire la forza con la politica e la trattativa.

Ucraina. La retorica bellica che mina le trattative di pace

«Il rifiuto semplicistico di riconoscere le complesse radici delle tensioni nella regione ucraina mina la capacità dei negoziatori di raggiungere una soluzione pacifica. Sono estremamente preoccupato quando sento tamburi familiari a Washington, la retorica bellica amplificata prima di ogni guerra, che ci chiede di “mostrare la forza”, di “diventare duri” e di non impegnarci nella “pacificazione”».

Perché sono per l’invio di armi all’Ucraina

L’invasione dell’Ucraina è un crimine. Ma come reagire? Marco Revelli indica come priorità assoluta quella di fermare la guerra. E aggiunge che, a questo fine, non serve l’invio di armi ai combattenti ucraini ma una trattativa. Non ne sono convinto. La priorità è, piuttosto, fermare Putin e le sue mire espansionistiche, che sono incoraggiate da atteggiamenti arrendevoli.