Il diritto di morire

Il suicidio assistito è attualmente consentito, a seguito di un primo intervento della Corte costituzionale, in caso di patologia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili per il paziente, sua capacità di prendere decisioni libere e consapevoli, dipendenza del paziente da trattamenti di sostegno vitale. Nella inerzia del legislatore, è di nuovo la Corte a estendere e razionalizzare quest’ultimo requisito.

Cospito e la doppia violenza del ministro Nordio

Dopo la sentenza della Cassazione Alfredo Cospito continua lo sciopero della fame e la sua morte è sempre più vicina. Intanto il ministro Nordio, respinta la richiesta di revoca del 41 bis, cerca di canalizzare il caso verso l’alimentazione forzata, adombrando l’impossibilità, per chi è detenuto, di rifiutare i trattamenti sanitari. Così operando una doppia violenza ammantata da preoccupazione etica.