L’obbedienza non è più una virtù

Ho fatto un sogno. Una carovana di camion con generi alimentari entrava a Gaza. Qualcuno, tra i soldati di guardia, aveva disobbedito all’ordine di impedirlo. I generali, pazzi di rabbia, ordinavano di sparare. Ma i soldati si ribellavano, deponevano le armi, correvano a fraternizzare con il nemico… Un sogno, certo. La realtà è ben diversa. Ma – come altre volte nella storia – sono molti i soldati che rifiutano di combattere.

Soldati israeliani in cura o suicidi

Cresce il numero dei soldati israeliani coinvolti nell’eccidio palestinese che non sono sopravvissuti alla propria coscienza. Migliaia di loro sono in cura per sindrome post traumatica da stress e tanti si sono suicidati dal 7 ottobre del 2023. E non sono i soli. Negli Usa si suicidano più di 17 veterani al giorno e la loro percentuale tra gli autori di crimini estremisti è elevatissima. Partecipare alla follia della guerra rende folli.

«Noi madri dei soldati russi»: una denuncia e un appello

«Le madri dei soldati di San Pietroburgo condannano l’aggressione militare che le truppe russe stanno perpetrando in Ucraina di fronte ai nostri occhi. Questa è una guerra e come ogni guerra è distruzione, sangue, violenza, vittime innocenti e crollo del futuro. Nessun uomo sano di mente può sostenere la guerra. Molte persone lo pensano ma hanno paura di parlare».

La guerra e soldati che non sparano

La storia è piena di guerre, ma anche di soldati che, in varie epoche e su diversi fronti, non si sono impegnati quanto previsto nel colpire, trafiggere, scannare, squartare, massacrare altre persone. Ossia nello svolgere il mestiere per cui erano stati addestrati. È difficile crederlo in questi giorni in cui si sentono quasi solo venti di guerra eppure, a ben guardare, gli esempi non mancano.