Digitale: abbondanza o sobrietà?
Abbiamo imparato a considerare il digitale come qualcosa di immateriale, ma “Inferno digitale” di Guillaume Pitron ci costringe a guardare dietro le quinte: il mondo virtuale è sostenuto da una gigantesca infrastruttura materiale, con un impatto ambientale invisibile ma enorme. Non basta ottimizzare: serve una vera e propria sobrietà digitale, capace di coniugare innovazione e rispetto dei limiti planetari.
