Oltre Askatasuna: un confronto che deve proseguire

La vicenda di Askatasuna, culminata nello sgombero e nel corteo torinese del 31 gennaio, ha lasciato sul terreno una scia di problemi che attraverseranno i prossimi mesi: il ruolo dei centri sociali, il protagonismo dei territori, la repressione governativa, l’autocensura della stampa, la violenza nelle manifestazioni. Affrontarli e ragionare pare richieda troppo sforzo e c’è chi intima di non farlo. Noi continueremo a provarci.

Askatasuna: ho fatto un sogno

Lo sgombero del centro sociale Askatasuna e le dinamiche da esso innescate sono una sorta di laboratorio, non solo a livello torinese. Si incrociano, nella vicenda, le politiche di governo delle città, la deriva repressiva e autoritaria in atto nel paese, le scelte delle amministrazioni locali e la riorganizzazione dell’antagonismo sociale. Per questo le prossime mosse del sindaco di Torino sono un banco di prova.

La lezione di Askatasuna

Lo sgombero non ha chiuso la vicenda di Askatasuna. Al contrario, ne sta innescando una prosecuzione inedita. Lo dicono il quartiere e cittadini e cittadine di generazioni e provenienze diverse che, in assemblee e manifestazioni susseguitesi dal giorno dello sgombero, hanno ribadito che Askatasuna è un bene comune e, insieme, l’immagine di un’idea e una pratica diversa di città. Che, per questo, non finirà qui.

Askatasuna il giorno dopo

Il giorno dopo l’irruzione della polizia nella sede di Askatasuna, con interruzione del percorso di trasformazione concordato con il Comune di Torino, i problemi sono più acuti di prima. La città è militarizzata, la polizia ha alzato il livello dello scontro, il rischio di “disordini” è permanente. Ed è facile prevedere che, se il Comune non riprenderà l’iniziativa, la città vivrà mesi di tensione e di conflitto senza soluzione.

Askatasuna: uno sgombero contro la città

Lo sgombero avvenuto a Torino del centro sociale Astakasuna non è solo un’evidente forzatura diretta a ridurre gli spazi di dissenso e di antagonismo sociale. È anche un pesante attacco alla politica del Comune, che aveva avviato un percorso condiviso per trasformare Askatasuna in un bene comune a disposizione della città. Per questo sconcerta e preoccupa la copertura, da parte del sindaco, dell’operazione di polizia.

Torino. Guai ai senza tetto

I clochard non devono ricevere elemosine, gli vanno tolti i cani e devono essere cacciati dai portici del centro e privati anche di cartoni e coperte. Questo accade in una Torino un tempo solidale e oggi dimentica del fatto che il decoro si trasforma in ipocrisia se non è l’interfaccia di una società giusta in cui le persone vivono dignitosamente.