Non c’è alternativa senza un progetto

L’impotenza della sinistra, oggi concentrata più sulla critica dell’esistente che sulla costruzione di un progetto politico e sociale alternativo, contribuisce ad alimentare la distanza dalla politica. La sola mobilitazione o il volontariato non bastano senza una visione strutturale. Spetta agli intellettuali, in primo luogo, ricostruire un’intelligenza collettiva al servizio dell’alternativa al capitalismo.

Ponte sullo stretto: 18 volte no

Il progetto definitivo è stato approvato ma la realizzazione del ponte sullo Stretto è ancora soggetta a ulteriori passaggi: per nulla scontati, date le numerose controindicazioni. Intanto una cosa è certa: l’interesse pubblico soccombe rispetto a quello privato. Addirittura, in caso di mancata realizzazione dell’opera è previsto il pagamento di una penale di 1,5 miliardi di euro all’impresa di costruzione. L’importante è garantire i privati!

La sinistra in stallo verso le europee

La sinistra cosiddetta radicale si presenterà divisa alle elezioni europee. È un esito inevitabile, nonostante gli appelli e le buone intenzioni di alcuni, perché è arduo, se non impossibile, tenere insieme nomi, sigle e personalità che parlano linguaggi eterogenei, pur avendo spesso provenienze comuni. L’ennesima ritirata dovrebbe almeno insegnare che un nuovo progetto a sinistra non può nascere sul terreno elettorale.

Stare nei territori, ma anche ridefinire un progetto

Stare nei territori e costruire reti è fondamentale ma non basta. È necessario, insieme, definire un progetto alternativo di società, senza il quale i tanti movimenti settoriali non possono produrre cambiamento. Per gran parte del secolo scorso quel progetto è stato il socialismo. Poi è calato il silenzio. Oggi occorre recuperare progettualità e memoria.