Mafia. A 40 anni dal maxiprocesso

40 anni fa, il 10 febbraio 1986, iniziava a Palermo il maxiprocesso a Cosa Nostra. Fu un fatto epocale in cui, per la convergenza di molti elementi, si accertò, anche in sede giudiziaria, l’esistenza della mafia e se ne condannarono molti esponenti di primo piano. Ma né allora né oggi se ne sono tratte le conseguenze necessarie. Forse sarebbe tempo di cominciare a farlo, anche tenendo conto dei cambiamenti intervenuti.

L’isolamento di Israele

Israele è isolato come non mai. Nonostante le enormi risorse economiche profuse in propaganda e per assoldare media, giornalisti e influencer, due anni di violenza genocidaria gli hanno alienato gran parte delle simpatie di cui godeva. Parallelamente l’opinione pubblica internazionale ha assunto una rilevanza decisiva nel determinare gli sviluppi degli eventi inducendo gli Stati Uniti a imporre a Israele l’“accordo di pace”.

Non sbattere il mostro in prima pagina

La presunzione d’innocenza, già prevista in Costituzione, è ora oggetto di un decreto legislativo che vieta alle pubbliche autorità di indicare come colpevole la persona sottoposta a indagini fino a condanna definitiva e regolamenta le modalità con cui il pubblico ministero può dare informazioni sulle indagini. Lodevole l’intento, ma la disciplina prevista dà adito a non pochi dubbi.