L’ingegner Dostoevskij approssima la “x di un’equazione indefinita”
Nella Scuola a Pietroburgo, dal 1838 al 1842, Dostoevskij studia i numeri, i sensori e gli algoritmi ma assorbe anche lo spirito del tempo che la Russia sta attraversando. E pone una distanza tra sé e quella concezione meccanicista che concepisce il mondo come una gigantesca macchina governabile con numeri e calcoli.
