Chi dissente è criminale. Il caso Tav in Val di Susa

È in atto, nel Paese, una deriva autoritaria che, da un lato, aggredisce l’assetto istituzionale e, dall’altro, tenta di fare terra bruciata intorno a chi si oppone e dissente. La deriva si è fatta più pesante con il Governo della destra ma le sue radici sono risalenti. La criminalizzazione del movimento no Tav in Val Susa ne è il prototipo. Sarebbe tempo di aprire gli occhi…

La Valsusa, il TAV e la notte elettorale

La stampa grida che il voto in Val di Susa ha segnato la sconfitta dei No TAV. Ancora una volta non è così: il successo della Lega alle europee risponde a ragioni che nulla hanno a che vedere con la Torino-Lione e la geografia dei Comuni No TAV si è addirittura arricchita. Dunque l’opposizione continua ancor più radicata.

«Governare il conflitto»

Libro interessante questo “Governare il conflitto” di Xenia Chiaramonte. Per l’analisi accurata dei processi di criminalizzazione del Movimento No TAV, ma anche per la capacità di andar oltre il caso specifico e di individuarne il carattere paradigmatico delle trasformazioni in atto dello Stato e dei suoi apparati.