Clima e ambiente: dal 2025 anche buone notizie

Il 2025 non è stato foriero solo di cattive notizie per le sorti dell’umanità e del pianeta. Le attività per la cura dell’ambiente e l’impegno per uno sviluppo sostenibile continuano ad avanzare, malgrado gli ostacoli posti dalle grandi lobbies del potere economico, finanziario e commerciale. Ad essi bisogna fare riferimento ogni volta che una notizia di devastazione ci raggiunge e lo sconforto ci spinge verso il nichilismo.

Lo sguardo del mare sul cambiamento climatico

Una recente decisione del Tribunale Internazionale per il Diritto del Mare àncora le scelte politiche degli Stati a specifici obblighi di protezione dell’ambiente. Come in un gioco di vasi comunicanti, un “effetto farfalla” alimenta infatti una circolarità di fenomeni nel pianeta, con gravi rischi per le popolazioni più fragili e vulnerabili, sempre più esposte ai danni causati dalle economie delle aree più produttive.

Il ribaltamento della legge del mare: vietato salvare vite

«Si ordina la rimozione, prima della partenza, delle attrezzature e degli equipaggiamenti per lo svolgimento del servizio di salvataggio»: questo il provvedimento notificato dalla Capitaneria di Porto alla nave “Mare Jonio” della Ong Mediterranea. In altri termini: navigare ma con divieto di salvataggio. È il ribaltamento della legge del mare. Per la prima volta: non solo nella storia della marineria italiana, ma in tutto il mondo.

Isole carcere. Un atlante di pensieri sulla detenzione

Le riflessioni sul carcere abbondano ma sono per lo più limitate alla commiserazione del presente detentivo. Si sottrae a questo destino “Isole carcere. Geografia e storia”, di Valerio Calzolaio, preziosa mappatura dei luoghi di detenzione in mezzo ai mari e, insieme, originale approccio alla tematica della punizione e occasione per ragionare sulla funzione della repressione penale.

Mare, mare, mare! Rapporto spiagge 2021

L’Italia è il Paese europeo con la maggior espansione di spiagge ma è il fanalino di coda nella tutela dei cittadini a goderne gratuitamente. Le concessioni aumentano ogni anno (spesso a costi ridicoli), le spiagge libere diminuiscono e sono collocate nei siti più degradati e in molti luoghi è impossibile persino vedere il mare.