Le migrazioni sulla stampa e in tv

Le principali testate giornalistiche e reti televisive italiane hanno continuato, anche nel 2024, a rappresentare le migrazioni come una “crisi permanente”, con toni allarmistici in cui ricorrono con grande frequenza parole come “emergenza”, “crisi”, “allarme” e “invasione”. Di più, continuano a dare la parola alla politica e non ai migranti. È il quadro che risulta dal XII Rapporto della Carta di Roma e Osservatorio di Pavia.

L’intelligenza artificiale in tribunale: la denuncia del New York Times

Il New York Times ha fatto causa a OpenAI e a Microsoft accusandole di utilizzare massivamente e abusivamente le sue pubblicazioni giornalistiche per alimentare e “istruire” i propri sistemi di intelligenza artificiale. Il procedimento ha suscitato grande scalpore. Giustamente, perché ad essere coinvolti, oltre al diritto d’autore, sono gli effetti delle nuove tecnologie sul modo di percepire e interpretare la realtà

Assange: colpirne uno per educarne cento

Il linguaggio della guerra è entrato nella comune sintassi e la verità esiste a corrente alternata. Julian Assange deve essere estradato e condannato a una pena esemplare perché colpevole di aver svelato alcuni dei misfatti degli Stati Uniti sulla scena internazionale. È il vecchio motto “colpirne uno per educarne 100”. Anche per questo occorre una grande mobilitazione internazionale contro la sua estradizione.

Assange

Quando il silenzio diventa un omicidio

La vicenda del fondatore di WikiLeaks, Julien Assange, sembra terribilmente a una prova tecnica di un nuovo regime dell’informazione. E’ accusato di un reato previsto dall’Espionage Act statunitense del 1917, in base al quale la pena prevista arriva a 175 anni di carcere. Perché si riapra il sipario serve un atto formale dei governi e dell’UE.