“Overshoot day”: la via delle scelte disarmanti

Quest’anno l’“overshoot day”, il giorno in cui l’umanità ha esaurito ciò che il sistema naturale è stato capace di fornire per tutto il 2025, è scattato il 24 luglio, un record mai raggiunto prima. Nel resto dell’anno vivremo intaccando il capitale naturale che, peraltro, non è eterno e un giorno finirà. Per sopravvivere non c’è alternativa. Bisogna ridurre i consumi: a livello di imprese, di famiglie e di collettività.

L’Italia dei sonnambuli

Il 57° Rapporto del Censis offre, come ogni anno, un’analisi della situazione socioeconomica del Paese. La ricchezza dei dati (tra l’altro su cittadini, famiglie, occupazione, diritti, economia, Pil eccetera) si accompagna a valutazioni amare sul venir meno di gran parte dei meccanismi di mobilità sociale e, insieme, sulla mancanza di traguardi condivisi, quasi che la società italiana sia affetta da sonnambulismo.

In Italia cresce la povertà assoluta

La fotografia del Paese proposta dall’Istat è impietosa: nel 2022 la povertà assoluta è aumentata in Italia sia per le famiglie che per gli individui; ha colpito in modo marcato i minori; è stata molto elevata tra gli stranieri e più diffusa tra le famiglie che vivono in affitto. Ma la cosa sembra non sembra interessare nessuno, forse perché – come dice papa Francesco – «ai poveri non si perdona neppure la loro povertà».

Le politiche di contrasto alla povertà in Italia

Il Rapporto 2023 della Caritas sulle politiche di contrasto alla povertà in Italia è un’importante interlocuzione critica con le proposte attualmente sul tappeto. Affinché una riforma possa avere esito positivo per le tante famiglie in povertà sono necessarie, secondo gli estensori, tre condizioni: trarre lezione dalle esperienze pregresse, lavorare sui tempi medi e promuovere un confronto tra tutti i soggetti interessati.

Le parole sbagliate della sinistra

Un segno della crisi della sinistra sta anche nel lessico usato dai suoi epigoni. Il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro delle classi subalterne è stato determinato dalla loro sconfitta nello scontro con il padronato. Ma il lavoro salariato non è scomparso e, per invertire la tendenza, occorre ripartire dalla classe lavoratrice. Senza cercare di sostituirla con qualcos’altro, anche nel lessico.

Autismo: il diritto di vivere un’esistenza dignitosa

C’è un luogo comune secondo cui a occuparsi degli autistici e delle persone fragili devono essere i familiari. È un errore, non foss’altro perché i familiari spesso non sono in grado di farlo e hanno bisogno anch’essi di vivere una vita dignitosa. La realizzazione di comunità socializzanti e capaci di favorire autonomia non è una delega ma una necessità per dare senso al termine “inclusione”.