Il Tribunale permanente dei popoli e il Rojava

Il Tribunale permanente dei popoli lo ha documentato in modo inoppugnabile: la Turchia e il suo presidente hanno commesso, in Rojava, terribili crimini contro l’umanità. Non solo bombardamenti, omicidi mirati, arresti arbitrari, torture, femminicidi, stupri, ma anche il tentativo sistematico di sradicare il popolo curdo dalla propria terra accompagnato da una politica di vera e propria sostituzione etnica.

La Corte penale internazionale, i crimini di Netanyahu, l’ipocrisia dell’Occidente

Il Procuratore presso la Corte penale internazionale ha chiesto l’arresto dei leader di Hamas, di Netanyahu e del suo Ministro della difesa Gallant per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Le indagini della Corte illuminano quello che era sotto gli occhi di tutti ma che le cancellerie occidentali hanno finto (e ancora fingono) di non vedere. Per non diventare complici dobbiamo esigere almeno il cessate il fuoco immediato.

La necessità della pace. La necessità del diritto

Di fronte ai crimini gravissimi contro l’umanità e al “rischio di genocidio” in atto nella striscia di Gaza, rilevati anche dalla Corte Internazionale di Giustizia e dalla Procura presso la Corte Penale Internazionale, i giuristi non possono restare silenti. Perché se i limiti e i vincoli che scaturiscono dal diritto internazionale diventano irrilevanti è la stessa sopravvivenza dell’umanità che viene messa a rischio.

Revocare il Memorandum Italia-Libia!

Il Memorandum Italia-Libia del 2 febbraio 2017 non ha apportato significativi miglioramenti alle condizioni dei migranti in Libia. Al contrario, ha agevolato lo strutturarsi di modelli di sfruttamento e riduzione in schiavitù l’uso sistematico di violenze tali da costituire crimini contro l’umanità. Per questo il Governo italiano deve revocarlo immediatamente.

La Corte penale internazionale, Israele, la Palestina

La Pre-Trial Chamber ha riconosciuto la competenza della Corte penale internazionale a giudicare i crimini di guerra e contro l’umanità commessi in Palestina. Il riferimento è ai crimini commessi «da chiunque» ma il premier israeliano Netanyahu è corso subito al riparo, bollando il fatto come «puro antisemitismo». Non è un bel segnale.